Bassano scivola 1-0. Il Ds Giacometti: «serve fame»

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Di Vincenzo Pittureri

E al minuto 92′ la zampata dell’ex Sciancalepore fa delirare Camisano e spedisce in castigo zitto e in ginocchio nell’angolo Bassano. La prima in Coppa in esterna è subito una cocentissima labbrata sulle gengive. Dobbiamo forse preoccuparci? Ma neanche per idea, tra l’altro anche un anno fa a Marostica i giallorossi le buscarono all’esordio ufficiale eppoi vinsero bellamente il campionato. Tantopiù che mezzo attacco era fuori uso (Munarini e Alberti out, il centrocampista offensivo Popovic idem, il rinforzo del mercato che arriverà più qualche altra assenza assortita tipo Ceccato) e inoltre le gambe il 13 settembre coi carichi dell’estate e il solleone sono ancora pesantissime. E guai se non fosse così, perché c’è da essere in condizione tra due settimane e non certo ora. Però certi sganassoni meglio prenderli adesso, quando ci si riflette su e diventano persino salutari. Altrimenti ci si crede addirittura bravi e dopo si rimedia due grugni sul muso ogni domenica. Sapendo che al piano di sopra la musica è fatalmente cambiata e Bassano non è più il dominus che fa e disfa. Fai la matricola, magari anche di lusso, ma pur sempre matricola e c’è da adattarsi in fretta.
“C’è soprattutto da avere fame e garra
– taglia corto il diesse Cristian Giacometti – in queste categorie prima del palleggio conta l’intensità e noi non l’abbiamo avuta. Ma non sono minimamente in ansia, anzi, paradossalmente queste sono lezioni proficue poiché arrivano ora e purchè vengano immagazzinate. Il Camisano giustamente alla fine ha festeggiato alla grande e tutte ci affronteranno con l’energia che hanno messo loro. Dobbiamo capirlo velocemente. Per dire, domenica al Mercante col Montecchio (che ha sbriciolato lo Schio, ndr) se vinciamo torniamo in corsa in Coppa ma è l’atteggiamento diverso che voglio vedere. Mi interessa più del risultato. Quello inciderà dal 27 ad Abano in campionato e lì non si potrà sbagliare”.
Ecco, allora non cominciamo a frignare inutilmente su questo stop neppure poi così inopinato. Confidiamo tutti di vedere qualcosa di più e di meglio tra sette giorni ma confidiamo soprattutto di fare della gran legna tra due domeniche ad Abano. Perché lì comincia la polpa e lì comincia il sugo.