Abano stecchito 0-2 ma finale amaro.

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Di Vincenzo Pittureri

Cominciamo dalla fine, ultimo dei cinque minuti di recupero, Bassano conduce in pantofole 0-2 nel campetto di Teolo e l’Abano è alle corde. Montagnani in solitaria spara sul portiere il cuoio dello 0-3, sulla respinta si avventa sulla sfera il ragazzino Pace che tenta la correzione. Il portiere padovano si oppone di nuovo e il giovanottino finisce oltre la linea di fondo dove un metro più in là c’è la recinzione. Il ginocchio si schianta sul palo di ferro e Andrea esce in lacrime dal terreno di gioco sorretto dai compagni e dal massaggiatore Rigon. Finirà all’ospedale, la distorsione pare scongiurata ma la botta sulla rotula è violentissima e si temono danni alla cartilagine per la violenza dell’impatto. Nelle prossime 24 ore ulteriori accertamenti chiariranno eventuali lesioni ma nella migliore delle ipotesi 15 o 20 giorni di stop solo per smaltire l’ematoma sono garantiti. E l’incongruenza semmai è concedere che si giochi un torneo di Eccellenza su un campo con la rete e i pali di recinzione un metro dopo la linea di fondo. Che se uno sullo slancio, magari col prato scivoloso, ci sbatte con la testa su quel palo rischia pure di lasciarci le penne. E nell’attesa mille in bocca al lupo al diciottenne Andrea, entrato in pista con le migliori intenzioni e stoppato brutalmente dallo sfortuna e da un impianto che in Eccellenza, giammai.

Quanto alla gara, Bassano passa con la razionalità della formazione che sa quello che vuole, capace di calarsi nel clima della bagarre, ma anche regale e padrona del giropalla. Prima schiaccia in trincea l’Abano, poi affonda voluttuosamente i colpi col doppio graffio di Tescaro al tramonto del primo tempo: al 41’ Guccione innesca l’esterno che fa secco Grego e tre giri di lancetta più tardi è Munarini ad accendere in area ancora Tescaro, chirurgico a fissare lo 0-2 di metà contesa. Poi Bassano amministra sagacemente, sfiora ripetutamente il tris e comanda con la sigaretta tra le labbra e il drink con l’ombrellino colorato in mano. Tre punti in partenza e con questa autorevolezza sono molto meglio che un calcio sugli zebedei. Così, tanto per cominciare e anche per gradire. Poi domenica col Villafranca al Mercante è già tutto un altro vivere e un altro vedere. Ma a consapevolezza qui iniziano a crescere per benino.