Addio Bassano, arriva il Lane Virtus Vicenza: ecco cosa sarà del Bassano, parola di Stefano Rosso

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Cari Tifosi,

dopo giorni di chiacchiere e confusione sulla stampa, ci tengo a scrivere questa lettera aperta nei vostri confronti per mettervi al corrente di alcune motivazioni che ci hanno portato a valutare l’entrata nel Vicenza Calcio e di come vedremo di conseguenza il futuro del Bassano Virtus.

Innanzitutto ritengo opportuno fare un percorso cronologico e ricordare alcune delle tappe principali di questo percorso fatto assieme.
La famiglia Rosso è entrata nel Bassano nella stagione ‘95-‘96 in aiuto ad una società che stava per sparire e che stava così per cancellare, oltre alla prima squadra, tutto il settore giovanile.
Le motivazioni che ci hanno spinto a fare quel passo erano principalmente legate all’impatto sociale che questo avrebbe avuto sui ragazzi del settore giovanile e sulle loro famiglie; io all’epoca ero un giocatore della Berretti e mio padre ha vissuto in prima persona il disagio di un ragazzo di fronte a una situazione così difficile.
Nei decenni successivi la società è cresciuta sotto tutti i punti di vista, oggi abbiamo uno dei settori giovanili migliori del nord Italia e ogni anno lanciamo i nostri ragazzi nelle squadre più importanti del calcio professionistico (Roma, Fiorentina, Inter, Bologna, etc…) e in prima squadra (quest’anno abbiamo fatto giocare fino a 5 giocatori, in contemporanea, in una partita ufficiale provenienti dal nostro settore giovanile), oltre a fornire programmi di sostegno ed educazione per tutte le età, dai camp estivi ai corsi di inglese e molto molto altro ancora.

La nostra prima squadra è passata dal campionato di ECCELLENZA alla SERIE C (vinta 2 volte di fila!!!!) e solo i tribunali ci hanno scippato una SERIE B vinta sul campo.

In poche parole abbiamo fatto un percorso di crescita importante, sempre ragionando in maniera ponderata e cercando di fare un calcio sostenibile, dove i valori dello sport venissero prima di interessi personali e ancor meno economici.

Oggi ci troviamo ad essere in fase di stallo in questo percorso di crescita, le nostre strutture non sono più idonee a sostenere il passaggio ulteriore di categoria e le norme ci vietano tra 2 anni di poter disputare partite al Mercante (struttura urbanisticamente complicata e di difficile sostenibilità economica). L’impegno sia finanziario che strutturale inizia a non avere più quei contorni di sostenibilità a cui ci siamo sempre ispirati e onestamente le istituzioni non ci hanno mai realmente supportato.

Come 22 anni fa, esiste una realtà, quella del Vicenza Calcio che è in difficoltà e rischia di scomparire, dalla prima squadra al settore giovanile e questo avrebbe un impatto su tutto il territorio vicentino, dove noi abbiamo diverse aziende.
Per cui, per lo stesso motivo che ci ha spinto ad interessarci al Bassano 22 anni fa, oggi ci sentiamo chiamati a dare una mano e un sostegno a questa storica società.

Attenzione però ci teniamo fortemente a sottolineare che la famiglia Rosso non deve acquistare il Vicenza calcio a tutti i costi, la famiglia Rosso vuole aiutare il Vicenza dopo due aste andate deserte e non avrebbe nessun problema a farsi da parte qualora arrivasse un’alternativa solida che portasse avanti, in maniera seria, la sua storia.

Da persone di azienda poi vediamo l’opportunità, non economica ma strutturale, di combinare due realtà che oggi sono complementari e che insieme potrebbero portare alla creazione di un’entità di portata unica nel calcio professionistico italiano.
Mi spiego meglio.

Bassano oggi possiede un settore giovanile di eccezione ma con raggio di azione limitato a Bassano e dintorni, la struttura societaria è solida, la prima squadra è forte ed è gestita con costi sostenibili e nessuna spesa folle.
Vicenza ha una storia e un tifo invidiabile, delle strutture sportive importanti e da categoria superiore e, a sua volta, ha un buon settore giovanile.

Nel mondo moderno di oggi, le società piccole devono aggregarsi con quelle grandi e questo è un “must” per la sopravvivenza.
Vediamo quindi nella creazione della squadra della provincia un’opportunità incredibile per poter diventare una società modello del calcio italiano.

Veniamo quindi ad alcuni punti chiave di come vedremmo questa unione se l’operazione andasse a buon fine:

la prima squadra giocherà in casa al Menti di Vicenza e avrà la divisa Biancorossa;
quando la squadra giocherà fuori casa avrà una divisa che terrà conto di entrambe le società ma che avrà principalmente i colori attuali del Bassano;
i due settori giovanili continueranno ad esistere in quanto noi sposiamo innanzitutto la causa sociale e riteniamo i giovani il vero asset del futuro del calcio professionistico;
la denominazione sociale punterà su un nome collegato alla storia, ma richiamerà poi elementi di entrambe le società;
vorremmo creare un nucleo di soci e investitori solidi di tutta la provincia, in quanto riteniamo nell’allargamento e nell’apertura la vera forza delle società moderne;
la città di Vicenza permette per grandezza e per bacino d’utenza di creare un nuovo stadio con tutte le caratteristiche moderne che queste strutture devono avere come una vera azienda;
il Mercante continuerà ad essere utilizzato e ospiterà le partite del settore giovanile, oltre che le amichevoli e alcuni allenamenti della prima squadra;
esiste inoltre oggi una opportunità legata alle seconde squadre, da capire e da approfondire, ma che potrebbe aprire scenari futuri interessanti in caso di promozione.

Veniamo quindi al senso di appartenenza, sicuramente l’ostacolo vero da superare per entrambe le tifoserie.
Oggi bisogna riuscire a guardare avanti con positività per fare qualcosa di più ambizioso e adeguato alla globalizzazione estremamente importante per la sopravvivenza.
Le realtà piccole avranno sempre meno futuro e cicli di vita sempre più brevi, il nostro percorso a Bassano è stato incredibile ma sarà sempre più raro avere proprietà così longeve e anche noi riteniamo che questa possa essere un’opportunità per tutti per poter crescere. Pensate solamente, se per ipotesi avessimo vinto il campionato quest’anno avremmo dovuto in ogni caso spostarci a giocare a Vicenza o a Cittadella. Con che seguito?? Quanto pubblico?? Quali costi?? Per quanto tempo sarebbe stato sostenibile??

La famiglia Rosso quindi non abbandona Bassano, ma anzi lo proietta già al futuro, mantenendo il suo settore giovanile (aspetto sociale fondamentale per noi) e dando la possibilità di allargare le sue prospettive sportive e strutturali.
L’alleanza con Vicenza deve essere vista come una opportunità, non come una sconfitta, e riprendendo quello che dice un nostro socio e sponsor da anni ricordatevi che “INSIEME SI VINCE”.

Come sempre e per sempre FORZA BASSANO,
FORZA VICENZA
FORZA LANE VIRTUS VICENZA

Stefano Rosso