A volte i sogni si avverano! Cartigliano e Football Valbrenta, realtà col sorriso dello sport bassanese!

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Sono favole, che diventano però realtà e fanno sognare. E di favole come queste, nello sport, ce ne sono tante, tutte meritevoli di essere raccontate!

Ne abbiamo scelte due, tra le tante, che hanno conquistato le prime pagine del bassanese in questo periodo. No, non preoccupatevi, non parleremo del Ponte degli Alpini. Nè tantomeno del Bassano Virtus stavolta. Stavolta parliamo del Cartigliano e del Valbrenta.

Cartigliano in serie D, promozione storica; così come è storica la promozione del Football Valbrenta in Eccellenza. Piccole squadre dal punto di vista dei numeri, dei residenti. Ma grandi dal punto di vista della passione, della storia, indipendentemente dal fatto che a Cartigliano non si superano i 4000 abitanti e che in Valbrenta, tra un comune e l’altro, si arriverà forse a 5-6000. Beh signori, eccole le favole dello sport bassanese. Alle quali vanno tutti i nostri complimenti.

Il Cartigliano sale in serie D con il rischio-speranza di giocare l’anno prossimo il derby, ad esempio, con il Vicenza Calcio qualora i biancorossi dovessero ripartire dalla D. Ve lo immaginate un derby del genere? La promozione è arrivata dopo il 2-1 vincente contro il Villafranca, una vittoria che ha portato capitan Alessandro Miotti ad esplodere in un pianto liberatorio e a godere di un traguardo pazzesco, non facile da raggiungere ma ora diventato realtà.

In Valbrenta invece la promozione in Eccellenza è arrivata dopo quattro anni di permanenza, appunto, in promozione. Ora il grande balzo, per una società che nel 2000 ha saputo fare, con coraggio, ciò che la politica dei campanili al momento non è ancora stata in grado di fare. Unire le forze, andare oltre il singolo comune e unirsi. Da allora gli arancioblu sono cresciuti, puntando sul vivaio che oggi conta quasi 250 giovani e mantenendo intatti i propri principi. Principi che hanno portato la formazione valligiana all’Eccellenza.

Dietro a queste piccole realtà che hanno raggiunto un sogno, ci sono decenni di volontariato, uomini e donne simbolo del paese oggi anziani o forse addirittura non più su questa terra che hanno dato la passione per permettere ai giovani del paese di inseguire un sogno. Il calcio moderno ha portato a Cartigliano e anche in Valbrenta giovani non più del paese, ma il nome e la tradizione rimangono e a questo bisogna farci l’abitudine. Il tutto comunque non è detto sia un male, anzi. Sono i tempi che cambiano, ma ciò che non cambia al comunale di Cartigliano e al campo di San Nazario, vicino alla statale, dove gioca il Football Valbrenta, è la passione. Quella che nasce dal cuore, profuma di erba appena tagliata e diventa ancor più forte con sorrisi, abbracci, lacrime e sudore. Bravi ragazzi, bravissimi tutti!