Razzitti, il “Vichingo” del gol che sogna l’Africa”

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A Catanzaro era per tutti il “Gladiatore” e il “Vichingo”. E a guardarlo, in campo come fuori, non è difficile capire l’origine dei suoi soprannomi. Eppure Andrea Razziti, ventottenne bergamasco di 1,86 m e 80 kg di peso, una “punta vera” come si definisce lui stesso è molto diverso da quello che potrebbe raccontare il suo aspetto.  “Faccio quello che più mi piace nella vita – ci racconta – ma non sono un pallonaro puro. Il calcio,  quello lontano dalla mia esperienza, lo seguo poco. Non ho mai avuto un idolo, anche se ho sempre apprezzato Totti e in gioventù sono stato anche in curva per tifare la mia Atalanta, ma per me il calcio non è tutto nella vita”.

E infatti ci sono anche la sua chitarra, la passione per i cavalli, la lettura, il cinema e la voglia di imparare l’inglese (sta pensando di passare qualche settimana in famiglia in Irlanda durante l’estate). E poi c’è quella storia dell’Africa: “ci sono stato un po’ di volte ma ho sempre fatto il turista. Quando smetterò di giocare a pallone, invece, ho intenzione di tornarci per vivere lì un’esperienza di volontariato. E’ una cosa che sogno da tempo e lo farò”.

Andrea Razzitti, insomma, è ben lontano dallo stereotipo del calciatore tipo, quello tutto social e playstation per intenderci: “é colpa nostra se ci disegnano così – ci dice – siamo noi i primi a presentarci in questo modo”. Ma Razzitti è soprattutto un goleador puro (qui una selezione dei suoi gol), l’uomo, sperano dalle parti di via Piave che ancora mancava a mister Colella per agganciare l’obiettivo playoff.