483 Km in 9 giorni a -50°: l’ultima impresa del Bassanese Farronato

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Stefano Farronato, bassanese, di professione arboricoltore, ma con una passione irrefrenabile per le avventure  estreme.  La sua ultima l’impresa, portata a termine nel giugno del 2016 in Alaska ( 666miglia in solitaria in bicicletta) non ha certo placato la fame di avventura, tant’è che Stefano è  già pronto per quella che lui stesso ha definito una ‘fredda follia’ Il 27 gennaio Stefano partirà per il Canada per affrontare la Yokon Arctic Ultra 2018: la più fredda ed estrema gara del mondo, al limite della sopravvivenza. Solo 20 i partecipanti alla competizione che prevede  di percorrere 483 km in 9 giorni a -50 gradi, scegliendo se utilizzare la mountain bike, gli sci di fondo o affrontarli a piedi. Farronato ha  scelto di percorrere il fiume ghiacciato dello Yokon a piedi, trainando una slitta con l’equipaggiamento «Avrò 8 ore di luce e 16 di buio – ci dice Stefano – mi attendono sentieri alienanti, silenzio per lunghissime ore, circondato solo dal bianco della neve. Non ci saranno né vincitori né vinti in questa gara, ma solo sopravvissuti”.

La Yokon Arctic Ultra fu ideata nel 2003 e si è tenuta ogni anno tranne nel 2010: una maratona simile alla famosa Yokon Quest che si svolge con i cani da slitta. Durante il tragitto sono previsti dei check point di controllo ma solo tre di questi garantiscono un riparo al coperto. “Mi hanno comunicato che il mio numero di pettorale sarà il 317, la cui somma dà 11, un numero significativo che continua a tornare – continua Farronato – in tutti questi miei viaggi. Sarà l’ennesima sfida con me stesso e non vedo l’ora di partire.”

Stefano Farronato si allena da settembre per avere l’idonea preparazione fisica per affrontare la difficile spedizione e le ostilità climatiche che lo attendono, infatti si è allenato in montagna in particolare di notte, sulla neve. “Saranno i piccoli dettagli a fare la differenza – conclude Farronato!”

È possibile seguire la gara sul sito http://www.arcticultra.de/en.