Bassano Virtus, così non va! Tre punti nelle ultime nove partite, è tempo di ripartire!

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Di Johnny Lazzarotto – Prima di scrivere due premesse. Amiamo i colori giallorossi, amiamo il Bassano Virtus e ci dispiace vederlo perdere. Detto questo, siamo un tantino incazzati!

Anche oggi è arrivata una sconfitta. Un 1-0 casalingo contro la Reggiana che ha allungato la serie di sfide senza vittoria, con i tre punti che a Bassano mancano dallo scorso 4 ottobre, 1-0 contro la Fermana grazie al goal di Nicolò Bianchi. Da allora tre pareggi per 1-1 contro Teramo e Triestina, e 0-0 contro la Sambenedettese, e cinque sconfitte. 1-0 contro il Padova, 2-0 con il Renate, 1-0 contro il Mestre e 2-1 con la Feralpisalò. Il ko ai rigori in Coppa Italia sempre con la Feralpisalò e oggi, lo 0-1 contro la Reggiana. Tre punti in nove partite tra campionato e coppa, con 4 goal fatti e 11 goal subiti.

OVUNQUE: con questo ruolino di marcia, ovunque o quasi l’allenatore sarebbe già saltato. Non diciamo nulla di strano, è la verità. Ma il tecnico, in questo caso Magi, non è il principale indiziato a nostro parere relativamente alla situazione. Il mister si è calato bene nella realtà giallorossa, con modestia e umiltà, voglia di lavorare e sacrificio; nessun tono sopra le righe ma, così almeno ci è parso, voglia di far bene. Ora però, risultati alla mano, un Magi incazzato e imbestialito ce lo aspetteremmo. E’vero che la troppa aggressività da parte di un capo può essere controproducente; ma il ritmo con cui spesso ci è parso di vedere giocare il Bassano porta a interrogativi semplici. Corrono o, se non corrono, sono bloccati mentalmente o la motivazione non è quella giusta?

BASTONE E CAROTA: sono ragazzi, e i modi gentili per approcciarsi ai giovani van bene. Ma parliamo anche di un gruppo di giocatori ai quali è richiesto un impegno da professionisti. Detto che magari l’impegno, nelle intenzioni c’è, il risultato purtroppo è evidentemente sotto le aspettative. Abbiamo visto bene, ad esempio, la sfida di Coppa Italia. Ebbene, la grinta con cui veniva aggredito il pallone ci è parsa troppo poca cosa rispetto al richiesto. Magari si tratta di un blocco psicologico, magari si tratta di troppa tensione. Ma qui si gioca a calcio, ci si diverte, si corre dietro a un pallone, e quel pallone va tenuto senza se e senza ma. O me o l’avversario, ma non si passa! Ci è parso un Bassano troppo morbido, a volte quasi un Bassano in vantaggio per 5-0 e per questo comodo nell’amministrare il risultato. Risultato che in quel momento però vedeva la partita bloccata sullo 0-0 e con l’incubo supplementari e rigori. Insomma, non li abbiamo visti incazzosi i ragazzi. Avete presente Juventus-Ajax, finale di Champions League di una vita fa? Ecco, in quel match la Juventus era inferiore, ma proprio perchè consapevole di esserlo, aggredì qualsiasi pallone possibile. Ravanelli si infilò tra Van Der Sar e la difesa mandando in tilt l’intero reparto e segnando l’1-0. Torricelli e Vierchowod randellavano che era una meraviglia, addirittura Padovano iniziò a fare a sportellate contro gente del calibro di Litmanen, Kanu, Davids, De Boer e colui che a quel tempo era un allenatore da copertina, Louis Van Gaal. Se non avessero divorato il pallone, a quel tempo, col cavolo che la Juventus avrebbe vinto la Coppa dei Campioni. Quindi bene sostenere i ragazzi e dir loro bravi. Ma sto pallone, lo vogliamo sbranare?

CANAVACCIUOLO: Antonino Canavacciuolo, nel suo “Cucine da Incubo” arriva morbido ma al primo piatto che fa schifo non le manda a dire, e lo manda indietro. E quando lo chef fa “cazzate”, ecco che arriva lo schiaffone a cinque dita aperta sulla povera colonna vertebrale del cuoco. Che per un attimo torna sguattero, si rende conto di non voler più schiaffoni di questo tipo e i piatti successivi li prepara da Dio. Oh, intendiamoci, non sempre capita. Ma quando non capita, anche se finti, gli schiaffoni di Canavacciuolo diventano macigni. Quello che vogliamo sottolineare insomma, è che ci sembra manchi un tantino di “pugni sul tavolo”.

SOLUZIONI: con un colpo di mano, e tre righe di comunicato, il Bassano potrebbe dare un segnale. Ma, a nostro parere, sarebbe come togliere il semaforo, mettendo il vigile, senza pensare a rimettere in sesto la strada che in questo momento è la più dissestata. Fare gruppo, guardarle e riguardarle queste nove partite senza vittoria, questa situazione in classifica che per fortuna non è pessima ma non è nemmeno bellissima. E mettere in campo chi ha voglia; chi corre, anche se giovane o giovanissimo, lasciando in panchina quei presunti “titolari” che tuttavia, alla resa dei conti, fino a questo momento hanno deluso. Dando loro magari un po’di riposo, mettendo anche un po’di pepe e costringendoli a spingere di più se l’obiettivo è quello di tornare nell’undici iniziale. Un Bassano come quello visto in queste ultime due partite tra Coppa Italia e campionato non ci piace, ci sembra spento. Per riaccenderlo serve lo schema a testuggine. Compatti e consapevoli che se il Bassano Virtus vince e cresce, cresce di conseguenza anche il valore, e l’ampiezza della vetrina per ciascun singolo giocatore giallorosso. Ragazzi, bando alle tensioni, alle paure, all’eventuale poca voglia. State giocando e facendo lo sport più bello del mondo. Siate come Mark Lenders e Oliver Hutton che passavano ore e pomeriggi interi a lottare su un contrasto. Occhio di falco, catapulta infernale o palloni che sfondano i muri non vi sono richiesti. Ma tutti assieme, si torni a far bruciare d’invidia gli avversari, e d’orgoglio il cuore di noi sostenitori, giornalisti compresi!

Incazzati, brutti e cattivi in campo! Vi vogliamo così, per poi far festa tutti assieme, con il giallorosso nel cuore! Ma prima, sportivamente parlando, servono battaglie nel rettangolo verde. Forza! Mister Magi, a lei il comando! Ci porti fuori da questa situazione!