Si spengono i riflettori sul Torneo “Gruppo Giovani Solagna”. Quando lo sport ha un Cuore!

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Non volevamo crederci, e sinceramente nemmeno adesso ci crediamo. Ma quella di stasera, con la vittoria delle Provole sul Sacchettificio Rosà per 7-1, è stata l’ultima finale del Torneo “Gruppo Giovani Solagna”. Ebbene si, dopo 20 anni il torneo nato per ricordare Andrea, Moreno, e successivamente Luigi va in archivio. E voi direte, embeh? Che cambia? Cosa avrà di speciale sto torneo rispetto ai tanti altri che nascono, crescono e poi muoiono?

Beh, l’analisi è del tutto personale, e scritta da chi non sempre ha amato Solagna. Ma anche da chi strada facendo, ha capito che questo torneo è davvero speciale. Nessun nome altisonante, nessun inglesismo bello ma appunto inglese, niente che va oltre; e intendiamoci, le cose che vanno oltre piacciono. Ma mantenere per vent’anni il nome “Gruppo Giovani Solagna” è tanto facile quanto coraggioso.

A Solagna, in questi vent’anni c’è stato un Gruppo, capitanato da Luca Bianchin, che è cresciuto e ha fatto crescere questo torneo. Un Gruppo, come difficilmente capita quando si tratta di mettere in piedi eventi di questo tipo, durante i quali a volte si litiga, e spesso ci si arrabbia irrimediabilmente. A Solagna no, in ricordo di Andrea e Moreno si è andati avanti per vent’anni.

Giovani, un tempo giovanissimi, oggi forse non più giovani come allora; giovani anagraficamente, ma giovani soprattutto dentro. Perchè chi ha accompagnato questi anni è cresciuto, ma ha chiesto aiuto anche ai “non più giovani del paese” che si sono dati da fare dentro e fuori dal campo, in cucina a preparare panini e gnocchi, nel pre e nel post a smontare e rimontare campi, gazebo, cucine e molto altro.

Solagna, in riva al Brenta, a collegare la Valbrenta a Bassano. Paese che ha fatto di questo evento, oltre alla “Festa del Mandoeato”, un vero e proprio evento, uno dei più belli, forse l’ultimo con un Cuore, affiancato al calcio. Ci sono tanti altri tornei, e non ce ne vogliano gli organizzatori dei grandi eventi sportivi del nostro comprensorio.

Ma a Solagna, con i fuochi d’artificio finali, gli occhi lucidi di Eddy che saluta e ringrazia Luca, Andrea e Moreno che guardano da lassù assieme a Luigi, piccoli estasiati di fronte ai fuochi d’artificio e “meno giovani” con la mente e il cuore pieno di ricordi, sembra diverso, più bello, più vivo. Meno cellulare, meno freddo, più caldo per chi lo vive dal di dentro.

Non è una Champions, non è un Grand Prix, non è un’Endurance. Quelle sono cose straordinarie, appariscenti, a volte un po’freddine. Questo è un torneo di grande qualità sportiva, organizzato al meglio e nei minimi dettagli, creato e portato avanti grazie al lavoro di un Gruppo di Giovani di Solagna. I giovani del paese; quelli belli e che hanno la voglia di divertirsi ma al tempo stesso che sanno anche come ribaltare in meglio un paese per portare la gente fuori, a conoscersi. Un evento che, appunto, è forse poco appariscente dal di fuori almeno all’inizio, ma bello, bellissimo, se lo si impara a conoscere un po’. Come il cuore, che fuori non si vede, ma che se ascoltato, da vicino, si fa sentire e non lo si scorda più.

Vent’anni di Torneo “Gruppo Giovani Solagna”, peccato sia finita…speriamo però che non lo sia, dai, su…!

JL