Un “Caffè Roma” indigesto per tutti. Dopo la beffa di due anni fa, pronti all’assalto del 12 Banconi

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Tocca oggi al Caffè Roma, compagine pronta a sorprendere al 12 Banconi, chiudere il nostro appuntamento quotidiano con i team partecipanti per lasciare spazio poi, domani, all’evento che dalle 10.00 in Parco Ragazzi del’99 animerà il sabato bassanese.

A parlare per il team è Anthony Whitehead, capitano della formazione guidata da Gaetano e ben consapevole dell’importanza del ruolo: “Al mio fianco non mancherà ovviamente Leonardo De Felici, con cui dividerò questa responsabilità – spiega Anthony, metà bassanese e metà londinese – ovviamente puntiamo a vincere, per evitare le cazziate di Gaetano e per zittire un po’tutti, visto che ho letto di tante persone convintissime di vincere. Ma si sa, senza l’oste del Caffè Roma i conti non si fanno, e allora arriviamo noi, e per gli altri ci sarà ben poco da fare”.

Whitehead, il cui cognome straniero fa indubbiamente paura e ai più anche timore, non dimentica la sconfitta di due anni fa in finale: “Fu una grande delusione perchè arrivare ad un passo dalla vittoria, e vedersela scappare, non è mai bello – spiega – il presidente Gaetano ha promesso che in caso di vittoria sarà grande festa, con pullmann scoperto, attraversamento della città tutti a bordo, sosta e sberleffi di fronte a Leone e al Tipic e passerella finale sul ponte degli Alpini. Pagherà lui, ed è anche per questo che non vediamo l’ora di vincere, così da riscattarci dopo il ko di due anni fa con la golden meta subita”.

Qualche timore particolare? “Nessun timore, non temiamo davvero nessuno. Vorrei soltanto incrociare sul campo il mio amico e avversario Daniele “Pomo” Ranzato. Per fargli capire che siamo noi quelli superiori e che la loro ondata celtica, dalla Valbrenta con il Caffè Nazionale, difficilmente supererà il primo turno”.