Torneo dei 12 banconi: il ruggito del “Leone”

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Un caldo torrido avvolge Piazza Libertà a Bassano, quartier generale del Leon Bar e dei ragazzi di Leone Miotti che per il decimo anno parteciperanno al Torneo dei 12 banconi.

Per combattere l’afa, lo sposo novello (la redazione si congratula) ci offre due aperitivi degni di nota a stomaco vuoto, con 35 gradi all’ombra, giusto per ribadire il concetto che Bassano Sport è ospite gradito.

La nostra intervista spazia dall’edizione numero “X”, ai ricordi più belli degli anni passati.

Ben ritrovato, Leone! Allora, pronti per la Decima? Come vi state preparando?

“Come ogni anno ci prepariamo alla grande! Abbiamo iniziato martedì sera il nostro “Martedì da Leoni“, una grande festa in compagnia alla quale vi invito a partecipare. Oltre al bere e ridere fino a tarda notte, ci saranno giocolieri ed altre esibizioni ogni martedì! Vi invito poi all’inaugurazione del nostro nuovo locale qui affianco, a metà luglio circa”.

Che cosa sarà?

“Sssh! Non dico niente! Lo scoprirete!”

Almeno il nome.

“Eeeeh te voi saver massa! Retrò Bottega metti”.

Leone, a proposito di “retrò”: abbiamo visto proprio ieri il video della finale contro “I Buei” nella Champions Beer. Per quale motivo un calciofilo come te aspetta con ansia questo torneo?

“Beh, diciamo che non ho mai giocato a calcio seriamente. O meglio, a 18 anni ho aperto il Leon Bar, perciò ho smesso. Avevo certamente doti altrimenti non facevo la primavera del Cittadella e le giovanili nel Bassano Virtus, ma ho preferito aprire il locale. Il torneo in prato lo facciamo per puro divertimento. I primi anni, secondo me, erano i migliori. Mi divertivo forse di più perchè era più naturale. Mi ricordo delle partite nella bufera: quello era il bello, lo spirito. Lo scorso anno quando ha iniziato a piovere tutta la gente si è riparata sotto al gazebo.”

Sabato le previsioni dicono temporale.

“Non sono preoccupato. Ci si diverte di più. Se la gente si diverte, anche lo sport ne guadagna. Magari fai 100 birre in meno perchè non c’è il sole, ma vuoi mettere essere tutti infangati?”.

E come ci arriva il vostro team a questa importante edizione? Sei sempre il più temuto?

“Bene. Il più temuto? No non credo, pane al pane e vino al vino, sono dinamico dai. Non mi ricordo l’ultima volta che abbiamo vinto (Se abbiamo vinto!). Mi sembra che ultimamente usciamo spesso – sorride – però abbiamo fatto le magliette nuove con una scritta celebrativa: 10 anni che ci tocchiamo! Sarà una grande festa”.

Anche noi allora ci tocchiamo insieme al Leon Bar e confermiamo il fatto che negli ultimi anni i “leoni” non abbiano mai passato i gironi;  dopo aver bevuto l’ultimo aperitivo, speriamo che questa sia la volta buona.