Tiro a Segno: Andrea Ganassin centra il triplete nella storica gara “Piattello d’Argento”

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Per il Tiro a Segno di Bassano del Grappa il giorno da cerchiare in rosso nel calendario è il 25 Aprile, data che, esclusa la logica valenza storica, rappresenta un bel giorno di festa per il poligono bassanese.

Da oltre trent’anni, infatti, presso la sezione di viale Asiago si svolge il “Trofeo Piattello d’Argento”, competizione che raduna centinaia di tiratori ed appassionati dal Veneto e dalle regioni limitrofe.

Un appuntamento, quello del 25 Aprile, composto da ben 4 competizioni: il 31° Piattello d’Argento (armi di grosso calibro), il 21° Trofeo Pietta Avancarica (armi caricate come facevano i nonni con polvere da sparo e pallettoni), il 13° Trofeo Pietta (Single Action) ed il 1° Trofeo Armeria Diamant “Rompi 21” (con carabina semiautomatica e colpi a raffica).

Un menù ricco che dalle nove del mattino ha visto la bellezza di 200 tiratori in pedana a darsi battaglia all’ultimo colpo di pistola.

Protagonista assoluto della gara è stato Andrea Ganassin, che per il terzo anno consecutivo vince il Trofeo Avancarica ed il Trofeo Pietta, aggiungendo quest’anno alla sua personale bacheca anche il primo posto nel Piattello d’Argento. Triplete storico: per la prima volta in 30 anni, un tiratore sale sul gradino più alto del podio in tutte e tre le competizioni!

LE CLASSIFICHE:

31° Piattello d’Argento
1- Ganassin Andrea
2- Tosin Denis
3- Gasparini Marco

21° Trofeo Avancarica
1- Ganassin Andrea
2- Violetto Luigi
3- Sartore Enrico

13° Trofeo Pietta
1- Ganassin Andrea
2- Castegnaro Emanuele
3- Biolo Rosanna

1° Trofeo Armeria Diamant “Rompi 21”
1- Mingotti Tommaso

Il commento sull’esito della gara del Presidente del TSN di Bassano, Giampietro Ganassin: “Sono molto soddisfatto della partecipazione e della fedeltà dei tiratori che ci onorano della loro presenza tutti gli anni. Le condizioni meteo probabilmente hanno impedito a coloro che solitamente venivano da lontano di raggiungerci, aumentando così il livello della competizione; siamo comunque felici del lavoro fatto e ringrazio tutti, dai direttori di tiro ai tiratori.”

Di Stefano Sartore