Bassano, storie di pedivelle

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Una “pedalata nella storia” per capire da quanto lontano arriva la bicicletta e quanto sia amata dai bassanesi.  Sarà questo “Bassano, storie di Pedivelle”, evento organizzato questa sera dalla Fiab, in collaborazione con i Ciclisti Storici Bassanesi e il consiglio di quartiere Centro Storico. Alle 20.45, negli spazi dell’Urbana Center, si parlerà, dunque, di due ruote.

“C’era una volta tanto tempo fa ….” Potrebbe iniziare così la favola della bicicletta. La storia della bicicletta, nasce nel 1817, allora non si chiamava ancora così ed è da attribuirsi al barone Karl von Drais, che inventò la “Laufmachine” (macchina da corsa). La stampa dell’epoca la chiamò “draisine” ed in Italia si diffuse come “draisina”, più tardi velocipede. In pratica era una “cavallo con le ruote”. Non aveva sterzo e permetteva, con una “spinta a passi”, di avere una velocità superiore rispetto alla passeggiata classica.
Non aveva sistema frenante, ed era molto pericolosa soprattutto in nelle discese. È il 1860 ed entriamo nell’era del velocipede, più precisamente del “biciclo” che aveva una ruota anteriore con un diametro maggiore, alla quale vengono applicate delle pedivelle e dei pedali per fornire l’energia. Per arrivare a qualcosa che assomiglia alle nostre biciclette dobbiamo arrivare al 1884 quando John K. Starley realizzò a Conventry (UK) la prima “safety bicycle” (bicicletta di sicurezza). Riscosse un enorme successo commerciale, siamo all’antesignana delle moderne biciclette, aveva ruote di dimensioni uguali e trasmissione a catena, le gomme erano “piene”.
Qualche anno dopo, 1888 un signore di nome John Boyd Dunlop inventò il pneumatico che contribuì ad aumentare il comfort. A Bassano qualche nobile nei propri viaggi per l’Europa inizia ad incontrarne diverse di queste “safety bicycle” e ne parla agli amici al rientro.
In tutta Italia di questo particolare mezzo di locomozione inizia una rapida diffusione, tanto che a Milano un gruppo di 57 persone, l’8 novembre del 1894 fonda il TCCI, Touring Club Ciclistico Italiano.
Ma Bassano non è da meno, tanto che 2 anni prima nel 1892 nasce il “Veloce Club Bassano” matricola nr. 2 delle società ciclistiche italiane, società sportiva ancora molto attiva che avvia, allena ed educa molti ragazzi al ciclismo moderno.
Molti bassanesi si iscrivono al TCCI, tanto che nel 1899 conta 16.000 iscritti, tanto che a Bassano viene dato l’incarico uno dei primi organizzati dal TCCI “Convegni Turistici per cicloturisti” è il 1902.
Il particolare rapporto tra Bassano e la bicicletta giorno dopo giorno si consolida sempre più.
Arriveranno poi gli anni della Wilier Triestina e dei suoi successi, arriverà la “Bassano-Montegrappa” organizzata ancora oggi dal “Veloce Club Bassano 1892”, ma arriveranno anche gli anni dei Giri d’Italia che vedranno Bassano protagonista in diverse edizioni, per arrivare ai Campionati del Mondo su pista del 1985 e per proseguire fino ad avere la bicicletta come “generatore di economia”, vista la grande concentrazione di aziende che orbitano attorno a Bassano collegate al mondo della bicicletta.