Gaetano dea Rosina: “L’impresa più dura? Cucinare a Pechino per gli azzurri!

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“Partivamo carichi di pasta, pomodoro, formaggi, olio solo ed esclusivamente delle nostre zone e lavoravamo incessantemente per far si che finite le gare o gli allenamenti, i nostri ciclisti avessero piatti sostanziosi e di qualità”. Gaetano Lunardon (in foto) è sinonimo di ciclismo anche se “forse non tutti sanno che…” è stato proprio lui, con l’aiuto dei suoi cuochi, a sfamare la nazionale italiana di ciclismo ovunque nel mondo dal 1995 al 2012.

Anni di successi, di viaggi infiniti, di lavoro incessante e in condizioni a volte un tantino scomode: “Come quella volta a Pechino, in occasione delle Olimpiadi del 2008, in cui ci trovammo costretti a cucinare su un fornetto decisamente troppo piccolo per le nostre esigenze. Ma in questi casi si fa di necessità virtù, ci siamo attrezzati ed ecco che siamo comunque riusciti a centrare l’obiettivo e far si che nessuno, una volta finito il pasto, si ritrovasse con fame”.

Gaetano Lunardon, meglio conosciuto come “Gaetano dea Rosina”, è figlio di Angelo e appunto di Rosina, colei che cento anni fa gestiva il punto di ristoro per i soldati che salivano in Altopiano. La tradizione di famiglia probabilmente continuerà con i figli di Gaetano e di sua moglie Nadia ma al momento, e ancora per tanti anni, alla Rosina “The King” rimarrà Gaetano. Colui che per una scommessa, e con il coraggio che l’ha sempre contraddistinto, portò per la prima volta una grande corsa sulla storica salita nel 1986: “Volevo una grande corsa per Marostica e buttai la proposta senza paura, diretta ai vertici del ciclismo nazionale di allora; era il 1985 e candidai le nostre salite per far passare il Giro del Veneto. Accettarono, pagai per ciascun passaggio lungo la salita tanto che ne fecero ben cinque ma quello fu un investimento iniziale tra i più azzeccati mai fatti. Da allora “La Rosina”, intesa come salita (ma anche come ristorante diciamo noi) è diventata sinonimo di qualità e di grande spettacolo”.

La chiesetta del ciclista, la dedica ai grandi del ciclismo italiano e la passione che si respira da queste parti sono uniche. E non a caso, il prossimo 18 marzo, sarà “La Rosina” ad ospitare l’arrivo della cronometro “Krono fi’zi:k”…! Ma questa è un’altra storia, oggi e adesso, vi abbiamo raccontata quella di Rosina, Angelo, Gaetano, e di una passione che non conosce confini…sempre su due ruote!