Beatrice Zorzan e le giallorosse del calcio bassanese pronte alla sfida con la capolista!

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Il calcio è una questione tutta maschile? A conoscere Beatrice Zorzan viene da pensare il contrario. Classe 1992, punta del Bassano Femminile e capocannoniere della squadra giallorossa, si è raccontata ai nostri microfoni.

Ciao Bea. Come sta andando il campionato?

Diciamo bene, fino alla settimana scorsa. Fino a domenica scorsa infatti eravamo ad un solo punto dalla capolista, ma dopo la sconfitta con il Belluno di domenica siamo scivolate a meno 4 dalla prima, secondi proprio a pari merito con il Belluno. Sarà molto dura risalire. Ora siamo tornate a meno uno e domenica sfideremo proprio il Pordenone, avanti a noi di un punto (classifica a tre giornate dalla fine: Pordenone 38, Bassano 37, Keralpen 37. Chi arriva primo sale in serie B).

La tua annata sta andando molto bene, comunque. Sei il bomber della squadra.

Certo, anche se penso sinceramente che il gol sia importante ma ciò che deve contare è il risultato collettivo ed il gioco di squadra.

Il gol più bello di quest’anno?

Più che il gol più bello posso dirti con certezza il momento più bello: la tripletta contro il Menà, squadra che tra l’altro abbiamo incontrato domenica e battuto nuovamente, stavolta per 2-1

Adesso torniamo un po’ indietro, invece: quando è cominciata questa passione?

La passione probabilmente c’è sempre stata, tuttavia ho iniziato a giocare seriamente verso i 12-13 anni. Prima facevo pattinaggio. Ho cominciato a giocare a pallone con mio fratello e i suoi amici, nel campetto vicino a casa. Dicevano che ero brava, così è cominciato tutto. Poi è arrivato il “calcio vero” : Borso Sant’Eusebio, Sant’Anna ed ora Bassano. Che poi alla fine le ragazze coinvolte sono più o meno sempre le stesse, ormai facciamo parte di un gruppo storico e molto coeso.

Cosa provi quando giochi e quando segni?

Quando gioco mi sento completamente libera, stacco da tutto. Sono felice e mi diverto. Quando segno è sempre una grande emozione, di liberazione e soddisfazione. Però ai gol facili preferisco quelli un po’ più complicati: la cosa che mi piace di più in assoluto è dribblare ed andare in rete. E’ più divertente!

Calciatore preferito?

Come calciatore uomo dico Del Piero. Poi sicuramente Patrizia Panico. Per tutte noi calciatrici lei è un esempio, ed il fatto che ora alleni l’Italia maschile under 16 è un grande segnale.

A questo proposito, com’è recepito il calcio femminile?

Guarda, ovviamente è ancora qualcosa di strano, di anomalo. Io alleno una squadra di pulcini da un paio d’anni. Lì in società mi stimano a livello calcistico e non è scontato essendo una donna. Tuttavia non c’è ancora la consapevolezza che una donna sia forte a giocare a calcio e penso che questo processo richieda ancora molto tempo. Ce ne vorrà parecchio, a mio avviso. Però qualche piccola soddisfazione arriva e a darmela sono sempre i miei bimbi: mi vedono sul giornale alla domenica e al primo allenamento settimanale sono tutti lì ad aspettarmi per farmi i complimenti!

Intervista a cura di Leonardo Scapin