Dentro la Notizia: Bassano Stadium nell’area “Fratelli” delle scuole cristiane a Spin? Dite la vostra!

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Dentro la notizia – di Domenico Lazzarotto: Una premessa: non siamo contrari che Bassano si doti di uno stadio per il solo calcio all’altezza delle ambizioni della famiglia Rosso e della stessa città con obiettivo la Serie B.

Il progetto del Bassano Stadium, seppure in fase embrionale, presentato in anteprima all’Amministrazione comunale è stato comunque un’entrata a gamba tesa per gli sportivi del ciclismo che vedono ancora nel velodromo Mercante, struttura da sopprimere, un simbolo della città dopo che nel 1985 ospitò i mondiali su pista.

Va da sé che la conseguente petizione lanciata per salvare dall’abbattimento una pista, peraltro sorta e rimodernata in un lascito al Comune da parte di un privato bassanese, Rino Mercante appunto, abbia subito attecchito raccogliendo subito un vasto consenso anche da quegli sportivi che seguono lo stesso Bassano Calcio.

Siamo proprio sicuri che il rilancio (serie B da addivenire) del Bassano Virtus passi per lo stadio di proprietà?

Noi qualche dubbio lo nutriamo. E’ pur vero che sulla falsariga di Juventus e Udinese sono parecchi i club calcistici, la Roma in testa, che puntano ad avere il proprio impianto con il relativo contorno extrasportivo. Però è altrettanto vero che non si tratta dell’unica panacea alla crisi latente che investe molte società. E non bisogna dimenticare che negli anni ’90-2000, con i club inglesi che si erano dotati tutti di stadi propri, in finale di Coppa dei Campioni, i club italiani arrivarono per sette volte in finale (’92 la Sampdoria, quindi tre anni consecutivi il Milan ed altrettanti di seguito la Juventus) con i loro criticati stadi post Mondiale ’90.

Le difficoltà di uno stadio di proprietà costruito in terreno del Comune vanno ben oltre una convenzione nel momento che verrebbe penalizzata una disciplina come il ciclismo che da decenni, nel bene e nel male, è sempre riuscita a convivere con il calcio.

Fra le altre cose il mondo del calcio in Italia è anche quello dove ci sono proprietari e società che all’improvviso passano dalle stelle alle stalle portando i registri in tribunale: il caso Parma è solo il più eclatante ma non l’ultimo.

Questo senza mettere in dubbio la passione per il Bassano Virtus dei titolari Rosso e la stessa solidità economica della Diesel

Una scelta di un progetto così avveniristico come nel caso del Bassano Stadium, comunque monco del velodromo , non sarà comunque indolore.

“In 105 anni di sprint, prima nella pista in terra battuta si sono sfidati i vari Dinale, Bartali, Coppi, Maspes, Gaiardoni, Chemello, Beghetto e Bianchetto solo per citare i più famosi – ribadiscono gli appassionati di ciclismo che hanno trovato in Nicola Argesi, organizzatore delle ultime riunioni internazionali al Mercante – poi nell’anello di cemento si sono dati battaglia per anni i migliori pistard del mondo, da Obree a Fidler, Hubner, Novak, Moreno, Huck, Martinello, Golinelli,qui  Oersted e Moser hanno battuto il record dell’ora a livello del mare, e poi tanti altri campioni della strada quali Saronni, Hinault, Fondriest, Cipollini, Bettini per citarne solo alcuni. Campioni di un livello altissimo che il calcio non porterà mai nel nuovo Bassano Stadium, che mai diventerà punto di riferimento per il calcio nazionale come lo è stato il velodromo e che tuttora è scuola per decine di giovani ciclisti del Veneto”.

Una presa di posizione che fa a pugni con il progetto della famiglia Rosso che punta ad un centro multifunzionale di aggregazione della città che però, a sua volta, fa a pugni con l’abbattimento di un monumento di archeologia sportiva per un’ipotesi futura ritenuta necessaria onde far fare al Calcio Bassano il definitivo salto di qualità.

«Il calcio – tiene a sottolineare Stefano Rosso – sarà solo una scusa per attrarre gente all’evento di punta della settimana: non sarà solo uno stadio. Un progetto più sociale che privato perché mira a rilanciare e riqualificare un’area, quella riguardante lo stadio Mercante che diventerà comunque inutilizzabile in futuro sia per calcio che per il ciclismo. Io mi sono rifiutato di valutare altre proposte di luoghi di realizzazione dello stadio, di asfaltare altri spazi verdi, perché il Mercante ha un potenziale incredibile per poter realizzare anche altre attività».

Nel bel mezzo il Comune che tramite il sindaco Poletto ha ribadito che l’Amministrazione non tirerà fuori nemmeno uno spicciolo ma concederà solo il diritto di superficie ad un’opera il cui costo sinora non è stato nemmeno abbozzato.

Noi lanciamo una proposta che potrebbe mettere tutti d’accordo: perché non costruire il Bassano Stadium nell’area dei Fratelli delle Scuole cristiane di Spin che come poche si adatta al centro multifunzionale con viabilità e spazi da grande opera. Alle porte della città, vicina alla tangenziale ma soprattutto lontana dalle polemiche per dover sopprimere il velodromo ormai simbolo della Bassano sportiva che lascia i battenti aperti ai futuri campioni del pedale.

Una provocazione su cui gli sportivi potranno intervenire scrivendo a: domenicolazzarotto53@gmail.com