Addio a Cipriano Chemello, il re della pista

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Lo sport bassanese, il ciclismo in particolare, è in lutto. Si è spento nella notte, all’età di 71 anni, dopo una lunga malattia, Cipriano Chemello, grande ex campione della pista azzurra. Nato a Crespano dove abitava, ma da sempre bassanese d’adozione, iniziò sin da giovanissimo nelle file dell’Unione Sportiva Angarano. Nel 1965, assieme a Rossetto, Fantinato, Cremasco, Meneghetti e Baggetto, l’indimenticata “squadra dei miracoli” diretta dall’ammiraglia da Danilo Mocellin, passò al Veloce Club Bassano 1892 prima di spiccare il volo verso la nazionale come pistard e verso il professionismo.
Fu due volte iridato dell’inseguimento a squadre sotto la direzione di Guido Costa, nel 1966 a Francoforte con Castello, Pancino e Roncaglia, e nel 1968 a Montevideo con Bosisio, Morbiato e Roncaglia.
 Nel 1968 Chemello vinse la medaglia di bronzo della stessa specialità alle Olimpiadi di Città del Messico. Nel 1969 passò al professionismo con la Salvarani di Gimondi, Motta, Balmamion e Altig, vincendo una tappa della Parigi-Nizza nel 1970. Nel suo palmarès anche due vittorie alla Settimana Catalana e la partecipazione al Giro d’Italia, al Tour de France e al Giro del Belgio.
Costretto in pratica a chiudere anzitempo la sua carriera a causa di problemi fisici, è rimasto comunque nel mondo del ciclismo e ha ricoperto per anni la carica di tecnico del velodromo Mercante. Da tecnico regionale della pista di Bassano, indimenticato organizzatore delle Seigiorni internazionali, nonché dirigente del Veloce Club Bassano 1892 negli anni dei fasti, ha portato al successo numerosi pistard veneti.

(Domenico Lazzarotto)