Il Premio San Bassiano all’US Angarano Azzurra! Una leggenda che dura da 68 anni!

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Di Domenico Lazzarotto – L’Unione sportiva Angarano Azzurra si avvia velocemente a scollinare il traguardo dei settant’anni. Tanti, pochi? Quelli di un sodalizio che sta cercando di fare di tutto per non sentire il peso degli anni ma evidentemente significativi se l’Amministrazione comunale ha deciso di tributarle il prestigioso Premio San Bassiano nella ricorrenza del patrono, riconoscimento che va alle società sportive più meritevoli della città, tanto da diventarne una leggenda dai colori sociali, il giallo e l’azzurro, immutati.

La leggenda gialloazzurra, come raccontato con testimonianze, aneddoti, documenti e foto storiche nell’omonimo volume edito da Tassotti Editore e pubblicato in occasione del mezzo secolo di vita del sodalizio, inizia nell’immediato dopoguerra, nel periodo della ricostruzione dopo gli anni del buio. Angarano di Bassano, l’antico borgo, si apre allo sport come forma sociale di educazione e crescita dei giovani. E’ la storia di uomini e donne, di ragazzi e ragazze impegnati nell’agonismo e nel rapporto con gli altri con l’orgoglio e l’inebriante coscienza di essere parte di una grande avventura collettiva che in tanti decenni ha regalato grandi risultati accompagnati da soddisfazioni in ogni settore. . Con un fiore all’occhiello: il Trofeo ciclistico Alcide De Gasperi, gara tra le più blasonate nel panorama internaionale, ponte ideale lanciato con lungimiranza dall’allora Us Angarano 63 anni orsono sulla Valsugana, da sempre cordone ombelicale tra due città e soprattutto due società sportive amiche, quali l’Us AngaranoAzzurra e l’Us Aurora Trento.

La Leggenda gialloazzurra è anche il senso profondo di una comunità che ogni giorno scrive una pagina di vita nuova, sempre attuale, guardando con ottimismo il futuro.

L’Us Angarano Azzurra ha 68 anni ma non li dimostra. E’ una signora nell’età dei bilanci e dei ricordi proiettati al futuro, nati tutti sotto l’ombra del campanile della Ss. Trinità. I protagonisti hanno il volto ed il nome della destra Brenta accomunati dal sapore dell’impegno e sacrificio, dalla gioia delle loro vittorie, dalla rabbia delle loro sconfitte, dalla caparbietà dei nuovi traguardi da tagliare.

Fin dai pionieri Giuseppe Fabris, Giovanni Dalla Zuanna, Elio Dal Molin, i fratelli Sergio e Giorgio Brigo, Antonio Vidale, Ennio Zonta, Giovanni, Nilo e Antonio Baccini che il 13 febbraio 1949 posero la prima pietra di quella che fu allora battezzata Unione Velocipedistica Angarano (UVA) . Una sfida successivamente raccolta dall’intero borgo, il più vecchio della città, che diventò via via protagoniste con le casacche di ciclismo, , calcio, ciclocross, volley, basket e calcio a 5: una escalation di allori per cui il 19 gennaio 1991 la società Unione Sportiva Angarano venne premiata dal Coni con l’ambita “Stella d’argento al merito sportivo”.

Di certo l’UVA all’indomani della fine della 2. Guerra mondiale è nata per offrire un’occasione di svago, ma soprattutto di crescita sociale e morale per i giovani e meno giovani della destra Brenta. Insieme alle case ed alle strade occorreva ricostruire anche un’identità, lo spirito di appartenenza ad una comunità civile e religiosa. E quale migliore arma se non quella sportiva contrassegnata dai primi successi di Ennio Zonta, Giorgio Moro “Baito” sino agli altisonanti nomi, sempre nel settore ciclistico, giunti addirittura alla ribalta mondiale quali Cipriano Chemello, due volte campione del mondo nell’inseguimento a squadre e Cristian Salvato iridato nell’inseguimento a squadre juniores a Mosca, senza dimenticare gli azzurri e tricolori del ciclocross quali Franco Livian e Damiano Grego. Senza dimenticare Armando Edelvigi, Lancerini, Tino Mazzocchin, Ripoli, Lanza, Castellan, Bertoncello, Danilo Mocellin, Simionato, Gastaldello, Simone Mannocchi imitati anche nelle altre discipline della Polisportiva Angarano.

Il resto è presente con un riconoscimento prestigioso che servirà da spinta per i prossimi successi di un sodalizio nobile ancora senza età.