Mirko Chemello verso l’impresa! Obiettivo: 60 maratone in 60 giorni!

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Ne “L’arte di correre” di Haruki Murakami, il noto scrittore giapponese spiegava così la propria passione per le maratone: “Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in votinumeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa, vi scorre dentro.” 

L’uomo è abituato,fin dai tempi antichi,a correre : correre verso un traguardo,correre verso una meta, correre per sopravvivere, correre per nascondersi dalle intemperie del mondo, correre per demonizzare le proprie paure. C’è un personaggio, qui nel nostro territorio,a ricordarmi la frase citata poco fa.

Mirko Chemello, cinquantenne di Mussolente che sta compiendo la sua piccola impresa personale : 60 maratone in 60 giorni. Questo “Gran Tour” si concluderà il 26 Febbraio proprio a Mussolente, in una grande giornata di beneficenza in collaborazione con il Comune.

Allora Mirko,eccoci. Raccontaci gli inizi. Com’è cominciata questa passione?

La mia passione per la corsa è iniziata circa 25 anni fa. Da ex calciatore molto spesso ero infortunato e per rimettermi in forma correvo. Ad un certo punto mi sono detto : “ma perchè non continuo a correre?”. Ho visto che la corsa mi dava buone sensazioni e quella che prima sembrava solo fatica era diventata passione e gioia.

Poi il sogno di una maratona.

La prima fu Venezia , un disastro. Partito come un siluro, arrivato come un bradipo. Da quel giorno ho iniziato ad usare la testa. Poi sono arrivate New York, Vienna ,Praga e molte altre. Poi è stata la volta dei deserti, delle ultramaratone. Insomma : più corro e meglio sto. Forse ho bisogno di disintossicarmi (sorride).

E il progetto delle 60 maratone in 60 giorni?

Avevo letto di uno che ne aveva fatte 52 su 52. Come dico sempre sono solo numeri. L’importante è l’obiettivo che ci si pone. Dal 2013, cioè dalla mia 24 ore sul tapis roulant ,aiutiamo degli amici che sono in Uganda. “Il progetto per l’Uganda” rimane il mio principale obiettivo. Per parlare di queste realtà serve un segnale forte perché nessuno ne parla, forse il mondo ha qualcosa di più importante da guardare oppure di “più interessante” in termini economici.

Il 26 si conclude tutto. Dove? E come funzionerà?

Il 26 ci sarà una maratona aperta a tutti. Si partirà alle 8 e si potrà scegliere quanti chilometri fare. Con 10 euro ognuno avrà la maglietta ricordo ed il minestrone finale. La corsa si concluderà con il mio arrivo, verso le 12.

Hai cinquant’anni,se non sbaglio. Quanto pensi di correre ancora? Fisicamente come ti senti?

Finchè sto bene. Poi vorrei arrivare a 70-80 anni e farmi solamente qualche passeggiata in montagna o nei posti bellissimi che il nostro territorio ci offre. Credo che ci sia un tempo per tutto. Io voglio continuare a trasmettere la mia passione per la corsa e per lo sport. Lo sport è uno stile di vita sano , sereno e positivo per l’anima. A dicembre è mancata mia mamma ed ora ho una forza in più per fare ciò che ho iniziato.

Perché, secondo te, in così tanti (e sempre di più) corrono? 

Molti corrono per star bene, altri per poter mangiare di tutto. Sbagliato! L’alimentazione è essenziale per poter correre in modo giusto. Io sono vegetariano da qualche anno. Ne ho tratto grandi benefici a livello fisico.

Sei un po’ il Forrest Gump vicentino?

Non mi sento Forrest, però quel film l’ho visto 100 volte. Ha le sue verità sulla corsa. Anch’io un giorno mi sono detto “ho voglia di correre un po’”.

Sogni futuri?

Poter sempre fare qualcosa di buono per gli altri. Se posso farlo correndo, meglio ancora.

Intervista a cura di Leonardo Scapin