Presente e futuro a confronto! Gli arbitri bassanesi premiano le eccellenze del territorio!

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Di Domenico Lazzarotto – Tradizionale raduno di fine anno al ristorante “La Veneziana” di Longa di Schiavon per la Sezione Aia “Numa Pompilio Selvaggi” di Bassano, presenti fra gli altri il presidente nazionale Marcello Nicchi e quello regionale Dino Tommasi, bassanese, ex arbitro nella massima serie.

A fare gli onori di casa il presidente della sezione bassanese  Marcello Mezzasalma, a capo del nutrito gruppo di fischietti bassanesi da anni, ora che Tommasi è rientrato nei quadri tecnici,  alla ricerca del successore di Gigi Agnolin, senza disdegnare il favorevolissimo momento di Orsato,  “cugino” scledense di spicco internazionale.

“Sto  immeritatamente avendo l’onore di condividere  tante emozioni sportive e umane con i miei associati – ha fra l’altro ribadito Mezzasalma – che come sempre accade nell’Aia,  trovano nel Presidente un amico un supporto e un confidente  presente per stare a loro fianco nei momenti di euforia,  ma anche in quelli di momentaneo scoramento.  Quanta responsabilità in questa condivisione,  ma anche quanta riconoscenza per essere divenuto un punto di riferimento e un amico nel quale trovare appoggio e  sostegno. Ho avuto l’onore di vivere parecchie esperienze con i colleghi  presidenti di Sezione,  con i quali a volte ho condiviso  i percorsi e altre no,  in ogni caso li ringrazio tutti,  perché grazie a loro sono  cresciuto come dirigente  e ho potuto apprezzare il grande impegno e  la grande passione che tutti quotidianamente profondono a favore dell’Associazione”.

“ Ho avuto la fortuna di vedere  la nomina a presidente del Comitato regionale Veneto dell’amico e associato bassanese Dino Tommasi – ha continuato Mezzasalma – e non posso non spendere  una parola di elogio e gratitudine  da questo grande arbitro,  grande  dirigente, ma soprattutto grande uomo ricco di valori di passione e di onestà intellettuale. E ringrazio anche tutti i componenti del Comitato regionale che questa sera hanno voluto  essere presenti al gran completo. Ho avuto infine l’onore di conoscere il presidente nazionale Marcello Nicchi che ringrazio per  la sua totale disponibilità che questa sera si manifesta  ancora una volta con la sua presenza e con quella dei componenti nazionali sempre pronti a dare una mano quando la Sezione ha avuto necessità del loro supporto”.

“Sono davvero felice di essere qui – ha ringraziato Dino Tommasi –  perché questa è casa mia,  è la mia sezione, la sezione in cui sono cresciuto. Sottolineando questa cosa, permettetemi di salutare i miei cinque presidenti,  Attilio Alban, Paolo Dal Santo,  Raffaele Cecchin,  Nicola Pellizzari,  Stefano Suelotto,  e Marcello Mezzasalma,  che sta facendo un ottimo lavoro.  Siamo  una grande  famiglia,  siamo soprattutto un gruppo di amici  che lotta  per un obiettivo comune, fare associazione, stare vicini e crescere  sotto il profilo associativo e umano principalmente, poi anche con un fine “egoistico” che è l’aspetto tecnico, egoistico nel senso di cercare di arrivare  con tutte le massime forze al nostro massimo obbiettivo comune. La nostra “Serie A”.  Ognuno di noi ne ha una, ragazzi e mi riferisco ai giovanissimi e ai giovani,  lottate per raggiungere il vostro massimo risultato.  C’è in questo ambiente la possibilità con sacrifico, con passione ed entusiasmo per arrivare a raggiungere qualunque obbiettivo.  Ragazzi divertitevi,  perché il divertimento è il principio  primo che ci porta  in campo. Divertitevi ma sacrificandovi”.

Attesissimo l’intervento del presidente nazionale Nicchi.

“Parlare di arbitri a  Bassano – ha esordito il presidente nazionale dell’Aia –  è fin troppo semplice perché chi abita, ha frequentato e frequenterà sa benissimo cosa vuol dire essere arbitri, arbitri in campo e arbitri nella vita. E’ un nome che  risuona sempre  in tante menti,  del popolo arbitraleperché ovviamente qua ci sono  stati dei maestri che hanno lasciato una traccia indelebile su quello che è oggi il nostro presente, ma che potrebbe essere anche il nostro futuro. Io sono contento di essere qui e ringrazio il mio omonimo Marcello per avermi innanzitutto invitato ma per aver organizzato una serata di questo livello, di questo spessore. Tutti oggi si affrettano a riconoscere nel mondo arbitrale e nei ragazzi che  vanno in campo,  delle persone di grande spessore tecnico ma in modo particolare di grande spessore  umano e associativo. Io ho avuto delle grandi soddisfazioni, l’arbitraggio mi ha dato tanto, come ha dato tanto a tutti, a chi più a chi meno,  partendo dalla cosa più bella che mi ha regalato l’associazione  in questi anni,  per l’avuta soddisfazione di riportarla  ai fasti che merita. Ma è una reazione che non potevo fare da solo, che non ho mai preteso di farla da solo, ma ho preteso soltanto di avere vicino al me al mio fianco persone  leali, persone appassionate, persone che vogliono bene prima di tutto a se stessi e di conseguenza ai giovani che frequentano le nostre Sezioni”.

“La giornata di oggi – ha continuato Nicchi – non è stata inutile e non è stata futile perché ho avuto il piacere  di incontrare prima di sederci a tavola  i diciotto presidenti Veneti, che sono sicuramente persone di grande valore, di grande capacità, di grande spessore sia tecnico che umano e associativo, ma sono delle persone che oggi hanno riconosciuto con umiltà che a volte certe cose si possono fare diversamente e meglio.  Ripartiamo, mi hanno detto che  è necessario ripartire, io vi dico semplicemente   che l’Aia non si è mai fermata, che non si è mai fermato nessuno. Perché quello che stiamo vedendo con i nostri occhi, lo vedono le federazioni, lo vedono le Leghe,  lo vedono gli esponenti del calcio dilettantistico, qui presenti stasera, che ringrazio per la loro partecipazione perché sono le persone più importanti. Io sostengo che  a me della Serie  A  non me ne frega niente, ma non perché sono distacchista o perché  non godo nel vedere arbitrare  Orsato, ma proprio perché loro sanno già quello che devono fare, loro devono arbitrare bene, ma dare  esempi di grandi qualità. E questi esempi arrivano  perché se è vero che anche in questa Regione,  ci sono 156 tra dirigenti, arbitri  e osservatori che  praticano gli organi tecnici  Nazionali oltre a quelli Regionali,  vuol dire che qui ci sono delle grandi riserve dei grandi vivai.  State attenti a non sciuparle, State attenti a preservarli perché quando dovesse subentrare un tarlo si mangia tutto il legno buono che trova. Però siccome noi siamo qui anche  oggi non più per arbitrare  e basta, ma siamo qui  anche per proteggere un giocattolo che ci piace tanto che è il gioco del calcio  continuiamo a fare semplicemente  la nostra parte. La nostra parte consiste nel dare un servizio di qualità al calcio al mondo del calcio tutto che pur che altro consiste nel tenere al sicuro  e al riparo tanti giovani; un patrimonio che dobbiamo preservare perché le famiglie degli arbitri  ci chiedono di tenerli al sicuro. Oggi noi non temiamo,  oggi noi sappiamo bene cosa dobbiamo fare  e quello che dobbiamo fare ce lo indicano tutte quelle persone  che riconoscono il nostro lavoro come un lavoro di garanzia”.

Dopo aver rivolto i complimenti a Dino Tommasi “grande arbitro, grande uomo e grande dirigente”, il presidente Nicchi ha così concluso: “Noi dobbiamo ringraziare tutti quelli che fanno qualcosa  per il bene dell’Associazione, perché questa è un’associazione che  oggi lo merita al di là delle tecnologie,  al di là dei rigori, dei falli laterali, dei calci d’angolo,  di cui ci preoccupiamo poco, perché gli arbitri non stanno facendo bene, ma è un’associazione che merita rispetto  perché è un’associazione di persone leali,  perbene e che  vogliono il bene del calcio, il bene dei nostri giovani.  Una cosa è certa che io non voglio neanche più parlare di violenza,  di quella roba la perché chi fa violenza, fa violenza  a se stesso  e non fa violenza  a qualcun altro. Perché credo che ogni genitore  abbia nel suo Dna il far crescere i propri figli sicuri e qui siamo al sicuro. Vi faccio gli auguri di riprendere e terminare una stagione  all’altezza della nostra tradizione. E allora sentitevi orgogliosi  perché le partite  inizieranno, gli arbitri ci saranno, sbaglieranno ma non ci preoccuperemo di niente  perché quando si sbaglia  in buona fede, non è mai un errore”.

Il momento clou della serata è stata la consegna dei premi speciali.

Il  23°  Premio Guido Agnolin riservato  al miglior arbitro transitato dalla Regione alla  CAI  è andato ad  Andrea Furlan della Sezione di  San Donà di Piave.

L’8° Premio Ugo Moretto  riservato  al miglior assistente Cra   transitato alla Can D al termine della scorsa stagione sportiva all’assistente arbitrale  Can D, Michele Collavo della Sezione di Treviso.

Il 2 ° Premio Diego De Leo, al dirigente a livello Nazionale,  che secondo il consiglio direttivo Sezionale si è particolarmente distinto nel corso della sua carriera da dirigente è andato al  componente del  comitato nazionale dell’Aia Giancarlo Perinello  della Sezione di Venezia.

Il  49°  Premio Numa Pompilio Selvaggi,  riservato all’associato Bassanese anziano a scalare,  è stato attribuito  all’osservatore  Cra bassanese  Alessandro Stefano Baggio.

Il  Premio  Comitato Locale (per tutti solo foto  immagini) premio riservato all’osservatore arbitrale particolarmente distintosi  nella scorsa stagione sportiva. Il premio è andato all’Osservatore  Graziano Bresolin  della  Sezione di Bassano.

Il  Premio Comitato Provinciale all’arbitro effettivo non più sezionabile particolarmente  distintosi per disponibilità e impegno  all’arbitro Bob  Kandou.della Sezione di Bassano.

Premio Consiglio Direttivo riservato all’arbitro effettivo di Calcio a 5  a  Mauro Bontorin della  Sezione di Bassano.

Premio  Almerigo Marini all’arbitro effettivo Ots transitato al Cra  con la miglior media voti è andato a Carlo Zen della Sezione di Bassano.

Premio  Intersezionale  Giammauro Anni istituito dal giornale Sport Quotidiano  riservato ad un giovane distintosi per passione verso lo sport, rispetto delle regole e  del fair play all’arbitro Cra  Dario Giaretta della Sezione di Bassano.

Premio 1° Borsa di studio  Matteo  Bertin riservata all’arbitro effettivo che ha dimostrato eccellenti doti di impegno e merito scolastico è stata assegnata all’effettivo Giulio Poggiana della Sezione di Bassano.

Premiati con il riconoscimento  per i quarant’anni di appartenenza all’Aia, l’osservatore arbitrale Alessandro Signor, Sergio Dussin e Paolo Dal Santo, Giuseppe Colbertaldo  della Sezione di Bassano.

Premiati per i 60 anni  di appartenenza all’Aia  invece   gli arbitri benemeriti Umberto Dal Maso e  Raffaele Cecchin.

La sezione Bassanese  ha  inoltre festeggiato anche  i neopromossi a  livello nazionale:

Alberto Zampese  assistente arbitrale promosso  alla Can Pro; Stefano Campagnolo arbitro promosso alla Can D; Marco Cecchin   arbitro neopromosso alla Can D; Carlo Rinaldi  arbitro promosso alla Cai e Marco Scapin, osservatore arbitralepromosso alla Can 5.

Photo by Joi Media Group

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