“Concentrino” si dà all’hockey su ghiaccio! Dalle rive del Brenta alle evoluzioni sui pattini!

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Cosa succede quando, in barba a tutto e a tutti, segui la tua passione? Cosa accade quando te ne freghi di chi ti dice “lascia stare” e continui ad inseguire i tuoi sogni? Accadono cose straordinarie. La storia che vi raccontiamo è quella di un ragazzo (oggi uomo) che con il ghiaccio teoricamente non aveva nulla a che vedere ma che grazie al ghiaccio, all’atteggiamento e alla costanza, è cresciuto fino a diventare tecnico, allenatore e scrittore, con il libro “Concentrino” appena uscito.

Un libro nato dalla passione e da anni di prove, tentativi, vittorie ma anche sconfitte; che aiutano e servono a crescere. Massimo Mocellin è nato e cresciuto in un paesino in riva al Brenta, a San Nazario, nella frazione di San Marino, dove a farla da padrona è la canoa. Ma lui, di canoa, non ne voleva sentir parlare. La sua passione erano e sono ancora oggi il ghiaccio e i pattini. Tutto inizia a sette anni quando con la famiglia arriva ad Alleghe e incappa in una partita di hockey; è amore a prima vista. A diciotto anni la libertà, con la patente e l’auto grazie alle quali vola a Feltre e ad Asiago a pattinare: “Quasi tutti i sabato sera e tutte le domeniche, non ne mancavo uno. I pattini a noleggio non erano di grandissima qualità; poi una volta per sbaglio mio papà mi ha visto pattinare su una pozza ghiacciata e lì si è reso conto della mia grande passione; il giorno dopo eravamo ad Alleghe a comperare i pattini, non erano proprio della marca canadese che volevo io (ride) ma intanto mi potevano bastare. Era tutto molto divertente, con tanti amici che condividevano questa passione, anche se però era solo pattinare ma la mia grande passione era l’hockey.

A insegnarmi i primi rudimenti fu Gigi da Levico, poi con l’apertura del palaghiaccio di Borso del Grappa ecco la prima occasione di provare l’hockey in una squadra amatoriale; due anni di divertimento, poi la chiusura della pista e di conseguenza la fine, momentanea, del sogno. Torno a Feltre a pattinare – prosegue Massimo – e qui conosco mia moglie. E grazie a lei poco dopo nasce Mattia; di notte era un po’irrequieto ma capii come calmarlo quando decisi di guardarmi una videocassetta di hockey. Quei suoni, quelle videocassette, lo tranquillizzavano…non mi sembrava vero ed ecco che anche lui, dai cinque anni in poi, è stato messo sui pattini”.

Il sogno di giocare però non si infrange; trova invece nuova linfa nuovamente a Feltre, grazie ai Red Muss: “Un gruppo straordinario, di ragazzi con i quali abbiamo iniziato un’avventura esaltante, un sogno che si realizzava. Ed è proprio vero che emozioni sportive, sogni e passioni condivise creano grandi amicizie. Da Bassano partivamo in tre o quattro per arrivare a Feltre e sono stati anni fantastici – prosegue Massimo – anni nei quali ho maturato l’idea di voler crescere ulteriormente e così ho conseguito il livello base come allenatore di hockey per poi arrivare fino al secondo livello; un’attività sempre più intensa, che mi ha costretto a lasciare i Red Muss per mancanza di tempo dedicandomi di più a questo e a seguire Mattia che nel frattempo, ad Asiago, stava crescendo come giocatore. Ed è qui che collaboro ora, con Marian e Peter Holaza due allenatori incredibili i per capacità e competenze e Asiago è diventata la mia seconda casa, con tanti amici e una società che ha una professionalità praticamente unica e tra le migliori in assoluto”.

E adesso il libro, Concentrino e le sette sfide: “E’un libro in cui spiego le abilità mentali ai ragazzi tramite un racconto – conclude Massimo – è basato su esperienza dirette ma anche su tutta una serie di incontri con grandi sportivi e allenatori che ho avuto modo di fare nella mia vita. Nel frattempo Mattia, mio figlio, continua ad allenarsi ad Asiago, io continuo ad imparare con mia moglie che ci segue in questa nostra pazza passione”. E Massimo continua a salire e scendere dal Brenta all’Altopiano, portando in cuor suo, e trasmettendo al meglio delle sue possibilità, la passione per questo grande sport.