C’eravamo tanto amati…anzi no! Ezio Gleran e Bassano Virtus ai ferri corti!

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La società Bassano Virtus 55 Soccer Team ritiene doveroso esprimere alcune precisazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri dal Sig. Ezio Glerean, in un’intervista ad una testata locale, riprese successivamente da altri organi di stampa. Esortiamo il Sig. Glerean ad evitare di fornire informazioni non veritiere e infondate relative agli investimenti e al budget societario, in quanto non ha una conoscenza diretta della nostra realtà odierna.

Tali dichiarazioni non risultano corrette nei confronti di chi lavora all’interno e per conto della società e non sono corrette nei confronti dei nostri tifosi, ai quali viene fornita un’immagine fuorviante.

La società ritiene poi una mancanza di stile da parte del Sig. Glerean esprimersi in certi termini nei confronti del Patron Renzo Rosso. Il Sig. Rosso ha supportato la squadra negli ultimi anni dando completa e piena fiducia a giocatori, staff e management societario. Lo invitiamo quindi ad astenersi dal rilasciare dichiarazioni sulla nostra società, visto che ha dimostrato di non conoscerne l’attuale situazione.

Ma quali sono state le parole di Ezio Glerean che hanno spinto il Bassano Virtus a parlare in maniera così diretta attraverso un comunicato stampa nei confronti dell’ex tecnico giallorosso? Ecco, di seguito, alcuni estratti dell’articolo incriminato, pubblicato dall’edizione di ieri a Pordenone del Gazzettino, con l’intervista ad Ezio Glerean!

“L’exploit dei giallorossi è seguito con piacere da Ezio Glerean, che è stato sulla panca del Bassano in due diversi segmenti della sua carriera da allenatore: dal 1990 al 1993 e dal 2006 al 2009. “In realtà inizia Glerean, con la sua consueta sincerità non ho mantenuto un grande rapporto con la proprietà. Me ne andai perché il paròn (Renzo Rosso, ndr) preferiva ascoltare più i procuratori di me. Con la gente di là però mi sono sempre trovato bene. La Virtus – Ezio concorda con Mauro Lovisa – può farcela. Sono anni che sta là davanti”. E poi ecco la prima stoccata. “Non si creda che a Bassano investano poco nella squadra. Girano soldi, come a Venezia e a Parma. Ormai in B, come in Lega Pro, non c’è più una grande differenza fra supposte grandi e cosiddette piccole. Basta vedere quello che hanno fatto Carpi, Crotone e Frosinone negli ultimi due-tre anni. Il Pordenone? Sì, può farcela anche il Pordenone. I ramarri hanno avuto un momento di flessione, ma giudica Glerean – possono riprendere la scalata”…

Parlando poi di Berrettoni: Sorride Glerean, che da anni sta predicando contro il modo in cui viene soffocata l’inventiva anche nelle giovanili. “Grande Max – riprende Ezio – proprio quando ero a Bassano, nel 2006, prelevai dal suo Grosseto l’attaccante Emanuele Berrettoni. Rosso non lo voleva perché ricorda l’ad milanista Adriano Galliani, suo amico, glielo aveva sconsigliato. Io mi imposi ed Emanuele nelle sue stagioni con noi fece 53 gol. So che il Berre sta facendo bene anche a Pordenone e la cosa mi fa piacere”. Sì, ma non sempre trova posto. E se gioca lui rischia di star fuori Cattaneo. “Io – sentenzia il santone di San Michele al Tagliamento – i giocatori che possono inventare in ogni momento della partita non li lascerei mai fuori”…

E poi ancora, in merito al libro di cui parlammo anche noi di BassanoSport non molto tempo fa: “Se ti batti contro i procuratori, rovina del nostro calcio – altra sciabolata -, non alleni più. Il libro? Va bene, ma potrebbe andare anche meglio. Anche in questo settore basterebbe – non perde il vizio della sincerità Glerean – salire su qualche carro. Cosa che non fa parte del mio carattere”.