Cosetta Campana e Paola Moro! Figlie della Valbrenta, che alle Olimpiadi andarono di corsa!

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Nate a Bassano del Grappa, accomunate dalla passione per l’atletica e originarie della Valbrenta. Cosetta Campana e Paola Moro hanno fatto parte di quella nazionale azzurra di atletica che ai giochi olimpici del 1984 contribuì in maniera determinante a portare l’Italia al settimo posto del medagliere con 14 medaglie d’oro, 6 d’argento e 12 di bronzo.

32 medaglie in tutto per il nostro tricolore in un’edizione dominata dagli Stati Uniti e nella quale Paola Moro e Cosetta Campana si ritaglieranno comunque soddisfazioni importanti. Cosetta Campana, da piccola, correva per prendere il treno a Carpanè, frazione di San Nazario, comune della Valbrenta nella quale nacque. Era sempre in ritardo, ma con lo scatto che la contraddistingueva nei 400 metri che dividevano casa sua dalla stazione riusciva a salire sul treno per Bassano. E saranno proprio i 400 metri a regalarle grandi soddisfazioni.

Paola Moro invece, di Oliero, frazione di Valstagna, agli scatti preferiva le lunghe distanze. Minuta ma tenace, l’azzurra della maratona lottò come una leonessa tra le strade di Los Angeles. La sua soddisfazione si concretizzò con il ventesimo posto nella maratona dell’Olimpiade del 1984, con una gara di 2 ore, 37 minuti e 6 secondi. Pochi mesi prima aveva fatto segnare il suo personale con 2 ore, 33 minuti e 3 secondi, ma l’emozione del debutto olimpico e la potenza avversaria non le permisero, in quella finale, di migliorarsi ulteriormente. Restano le soddisfazioni di una partecipazione di prestigio, di un piazzamento considerevole e di una carriera che la vedrà, due anni dopo, vincitrice della prima edizione della Maratona di Venezia in 2:38:10 e ottava all’europeo di Stoccarda chiuso in 2:39:19.

Cosetta Campana invece, a Los Angeles, chiuse al sesto posto la staffetta 4 x 400. Nella finale vinta dagli Stati Uniti su Canada e Germania Ovest, le azzurre si piazzarono alle spalle di Gran Bretagna e Giamaica. Due volte medaglia di bronzo ai giochi del mediterraneo tra Casablanca 1983 e Latakia 1987, la velocista di San Nazario vinse tre titoli italiani tra il 1986 e il 1992 con il tricolore indoor nel 1987. Leggendario il suo dualismo con Erica Rossi, azzurra che in quegli anni dominava con venti titoli nazionali e l’argento nelle stesse gare in cui Cosetta vinse il bronzo. Ma comunque una soddisfazione enorme, per aver calcato la pista a cinque cerchi e respirato l’atmosfera olimpica e per averlo fatto, al pari di Paola Moro, nella disciplina regina degli sport: l’atletica leggera.

Cosetta Campana la sua finale la racconta così: “Sai che la maglia della finale olimpica ce l’ho a casa, con il pettorale ancora attaccato su? La misi per la finale, poi la tolsi e la ripiegai. È ancora lì, come un cimelio. A me toccava la seconda frazione della 4×400, quella più lunga, quando si lascia la corsia e ci si porta alla corda. Dovevo consegnare il testimone alla Masullo, la più forte d’Italia in quel periodo. Mi regalarono una maxi foto del momento in cui le passavo il testimone, anche quella è un ricordo vivo! Conquistare le Olimpiadi fu faticoso. Bisognava gareggiare sempre, dimostrare ad ogni gara di essere forte e in forma. Però è stata un’occasione irripetibile, un sogno toccato con mano che auguro a qualsiasi ragazzo o ragazza. Si cominciò ad entrare nel “giro” preolimpico già un anno prima, con raduni in Senegal e a San Diego, in California. Tutto molto bello per una giovane!” (Intervista da atleticacassola.com)

Oggi, Paola e Cosetta, si incrociano di tanto in tanto lungo il percorso naturalistico pedonale lungo il Brenta. Gli scatti e la costanza non sono più le loro priorità; un saluto, un sorriso, quattro chiacchiere e poi via verso ciò che la vita oggi riserva loro. In testa però, i ricordi non svaniscono, e l’emozione olimpica rimane impressa in maniera indelebile in entrambe!