Lowen al debutto nel “Torneo dei 12 Banconi”, Cesare: “Abbiamo unito sacro e…”

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Il nostro viaggio alla scoperta delle formazioni pronte a diventare protagoniste del prossimo “Torneo dei 12 Banconi” ci porta oggi vicino al Ponte degli Alpini e più precisamente al Lowen. Ad attenderci nel più tipico dei pub all’inglese c’è Cesare Reffo, titolare della birreria Lowen. Iniziamo l’intervista con la classica atmosfera del pub londinese: tavolo in legno, bevanda alcolica ed una luce gialla soffusa che ci accompagna nelle nostre domande.

Buonasera Cesare!

C: “Ciao caro e benvenuto!”

Da quel che mi par di capire, il Lowen è al debutto assoluto in questa manifestazione, come ci siete arrivati?

C: “Ti dirò la verità: appena mi hanno chiesto “Partecipiamo al 12 banconi?” pensavo fosse un torneo con 12 banchi da bar. Mi ero anche gasato, tant’è vero che avevo già chiamato qualche personaggio potente, che al banco la sapeva lunga..(risata)”

E poi com’è finita?

C: “Poi mi hanno spiegato che era TouchRugby, non sapevo nemmeno cosa fosse!”

Beh, ora sai di cosa si tratta immagino!

C: “Si, una sorta di rugby senza placcaggi! Abbiamo Giorgio e l’altro amico del Rugby Bassano, di cui ora non ricordo il nome (risata), nella nostra squadra! Abbiamo creato il gruppo anche grazie a Riccardo Marcolin, il nostro cuoco.”

Avevi già sentito qualche amico prima di sapere che si trattava di TouchRugby. Ora come avete scelto di formare la squadra? In sostanza, com’è composto il team del Lowen?

C: “Beh in maggioranza da ragazzi, con la presenza di 3/4 ragazze dello staff”.

C’è un motivo particolare, oltre al fatto che siete stati coinvolti dagli amici del rugby, per il quale avete scelto di partecipare?

C: “A dir la verità un motivo c’è: abbiamo sempre fatto il GIF (Giovani in Festa, ndr), che è una bella festa ma è anche un movimento che definisco quasi parrocchiale, perciò abbiamo scelto di unire il “sacro” del GIF al “profano” del 12 banconi” (risata).

Hai mai preso in considerazione l’ipotesi di vincere il torneo?

C: “No! Essendo una possibilità remota non l’ho mai presa in considerazione! A noi non interessa il risultato, andiamo e divertiamoci, com’è giusto che sia.”

E se vinci cosa fai?

C: “Ah bravo, inventerò al momento! (risata)”

Intervista a cura di Stefano Sartore