Leon Bar a caccia del successo! E ai nuovi il messaggio è chiaro: “Mettetevi in fila”

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Il cammino di avvicinamento a sabato 18 giugno, giorno in cui in Parco Ragazzi del ’99 prenderà il via il Torneo dei 12 Banconi, ci porta oggi a conoscere nel dettaglio con quali ambizioni si presenta al via dell’evento e della PDF Cup il Leon Bar. Incontriamo Leone Miotti, presidente della compagine bassanese, già carico e determinato.

BS: Leone, allora, partiamo un attimo dal passato e dimmi…avete mai vinto il Torneo?

L: Guarda, ti dirò…abbiamo disputato praticamente tutte le edizioni ma sinceramente non ricordo se siamo mai riusciti a vincerlo. Mi sembra di essere arrivato almeno una volta in finale, ma non chiedermi di più. Anche perchè noi non guardiamo più indietro; siamo abituati a guardare avanti.

BS: E davanti, oltre alla Piazza sulla quale si affaccia il Leon Bar, cosa c’è per la vostra formazione al Torneo dei 12 Banconi?

L: Beh, ci sarà una formazione sola contro tutto, tutti e tutte. Il nostro obiettivo è quello di vincere, anche se il concetto di vincere che piace a me non è il concetto di vincere che intendono tutti gli altri…!

E qui, l’intervistatore va in confusione. Vincere non significa vincere…aspetta che prima di fare la prossima domanda ci penso bene. Leone Miotti incute timore nei suoi giocatori tanto che nessuno, fino a poche settimane fa, si era preso l’onore e l’onere di proporsi come capitano. Troppo esigente, si dice, Leo…forse quindi un motivo ci sarà. Prendiamo coraggio comunque, e la domanda gliela facciamo.

BS: Leo, cossa vol dir che te voi vinsar ma vinsar par ti no ze vinsar come che intende i altri? Te te esprimi un fiatin massa in poitichese!

L: Te lo spiego subito, e il concetto è semplice. Alzare il trofeo è bello, bellissimo. Ma per noi vincere significa stringere nuove amicizie, consolidare vecchi rapporti, far crescere il torneo nel suo aspetto originario. Quello cioè della condivisione e del divertimento. Se poi ci scappa anche il risultato, ben venga; ma per noi la priorità è l’aspetto “sociale” e “relazionale”.

Ora abbiamo capito. Volevamo, come al solito, buttarla un po’in COW ma stavolta siamo stati sorpresi! 

BS: Tu e il rugby quale rapporto avete?

L: Non sono rugbista da sempre come lo è invece Mirco Meneghetti, son baeonaro doc ma i vari Bianchin, Piccolotto e Fontana, amici carissimi, mi hanno trascinato fin da piccolo a bordo campo per vedere le loro partite. Abbiamo deciso di provarci e saremo in campo. Con il nuovo capitano Andrea Frascogna “Frasco” che prende il posto di Giovanni, impegnato in una nuova avventura lontano dal campo da rugby, siamo pronti a dare il massimo!

BS: Partite senza i riflettori puntati addosso…siete un po’come l’Italia prima della sfida col Belgio?

L: Beh, non direi; paragonateci piuttosto all’Inter prima del triplete che poi ha stravinto. Negli ultimi tre anni non abbiamo mai passato il girone; questo può essere quello buono.

BS: Dal buono al cattivo, qualche conto in sospeso con gli avversari?

L: Si, con Mirco Meneghetti che senza vergogna alcuna mi ha rubato due storici collaboratori per il torneo. Grazie veramente Mirco, grazie. Il tuo fascino ha vinto e ho dovuto accettare il “Meneghetti Diktat”. Ce la pagherai. Chiudo invece con un plauso alle new entry di questa edizione; tutti i titolari dei nuovi locali sono simpatici e li accoglieremo a braccia aperte. Che non credano di poter vincere però…per loro adesso ci sono anni e anni di necessaria gavetta. Mettetevi in fila, noi siamo i Leoni!