San Florian pronto all’assalto! Cresce l’attesa per la semifinale contro il G.V. Conte

0

Il Campionato Elite AICS ci ha portato ieri a vivere l’avvicinamento alle semifinali del G.V. Conte, squadra capace di superare il turno dei quarti e lanciata adesso verso la prossima sfida. Una sfida che giocheranno contro il San Florian, squadra che ha battuto di misura il Football Bassano MMIII. E anche i giocatori del San Florian di Marostica hanno raccontato, con passione e dovizia di particolari, il match con cui sono riusciti ad approdare a questa straordinaria semifinale.

Ve le riproponiamo, estrapolate dal blog ufficiale della squadra (http://ussanfloriano.altervista.org/) a firma di Luca Meneghini, detto Bojan. Ah, guardate la foto e…attenti al lupo!

“Questa mattina mi sono svegliato, pronto come sempre per la solita routine. O per meglio dire, scazzato come sempre per la solita routine. Eppure sento che questa mattina c’è qualcosa di diverso. Saranno le innumerevoli birre bevute la notte prima? No, di sbronze ne ho già fatte in passato, e questo dopo-sbornia non ha un sapore diverso dagli altri. Oppure sì? Sembra un’eternità da quando il San Florian ha vinto il suo ottavo campionato. Mi sembra un’altra vita quando la squadra giocava così male da tanto di quel tempo che lo scudetto conquistato con Bruno Roggia in campo sembra ormai un ricordo ineguagliabile. Fu proprio allora che il San Florian si diede un nuovo sponsor, che elargisse denaro meglio di un bancomat distrutto in una rivolta cittadina; quella squadra si diede un nuovo direttore sportivo, il migliore sul mercato, talmente sapiente calcisticamente che sulle sue competenze scolastiche ci si può tranquillamente ridere sopra.

Fu l’inizio di una grande cavalcata: da allora sette campionati conquistati, contro avversari sempre nuovi, sempre più forti, sempre più numerosi. Eppure con tutti quei successi mancava ancora qualcosa. Il gruppo? No, è sempre stato fantastico. La fiducia nei propri mezzi? Nemmeno, la squadra è sempre stata competitiva. Eppure quei dannati quarti di finale élite non si superavano mai. Nel 2011 ci fu l’ultimo tentativo, ma l’Arena rovinò ancora quel sogno dal nome “Titolo Provinciale”. Si sentiva un’eternità fa che c’era qualcosa di diverso: alla vittoria del campionato ci furono festeggiamenti (e che festeggiamenti), e nonostante ciò, nonostante un campionato ulteriormente competitivo, non ebbe lo stesso sapore del primo scudetto, o del secondo, o del terzo, o del quarto. Perché ormai era nata la convinzione che non era quello l’obbiettivo stagionale. Già dieci anni fa era un dato di fatto, ma mai come quest’anno quell’obbiettivo si è materializzato insistentemente davanti agli occhi di giocatori, allenatore, dirigenti e tifosi. Un titolo che manca nella già colma bacheca marosticense, e che è il sogno di qualunque amatore vicentino. Si vide sin dall’inizio di questa fase finale che le cose erano cambiate rispetto agli scorsi anni: una vittoria importantissima contro il Sarcedo, che l’anno inflisse ai marosticensi una dura sconfitta che li costrinse allo scontro, poi fatale, contro il Vigardolo (che avrebbe poi vinto quello stesso titolo che il San Florian desiderava così ardentemente).

Il pareggio contro il Mesenei sembrava poter minare ogni certezza, ma il riscatto contro il Laghetto fugò definitivamente ogni dubbio, perché il San Florian vuole fare la storia, a cominciare da quel risultato mai raggiunto, il primo posto nel girone di qualificazione. Agli ottavi arriva il San Giorgio al Virgilio Maroso, una sfida tra santi, una sfida di nervi. A spuntarla è ancora la formazione marosticense per 1-0. Un risultato risicato, ma quanto basta per eguagliare quel dannato risultato del 2011, tutt’ora da migliorare. E arriviamo alla notte di ieri, martedì 18 maggio, stadio comunale di Cusinati. L’avversario è una rivale storica, il Football Bassano, relegato quest’anno ad un ruolo marginale nella cavalcata trionfale del G.V. Conte nel girone C, ma ampiamente desideroso di riscatto dopo un campionato al di sotto delle aspettative. E perché non riprendersi anche qualche rivincita contro l’agognata rivale marosticense? È questo il motivo per cui la serata di ieri poteva avere un sapore così dannatamente brutto: uscire nuovamente ai quarti, e per giunta contro una rivale storica, sarebbe stato come se Messner avesse abbandonato la scalata dell’Everest a metà strada.

Settanta minuti per giocarsi un risultato storico, ineguagliato. Settanta minuti di scalata senza ossigeno, sia per coloro sugli spalti sia per coloro in campo, che danno l’anima per raggiungere quella vetta tanto agognata. Per venti minuti entrambe le formazioni tentennano, capiscono l’importanza della partita e non vogliono esporsi troppo. Poi quell’accelerata di Steva, il passaggio geniale a Tasso, completamente libero da solo davanti al portiere, la rete che si gonfia, lo stadio che esplode di gioia. È 1-0, ma è solo l’inizio di una scalata infinita. Cinquanta minuti da giocare, e che sembrano mille. Occasioni sciupate da entrambe le formazioni, un nervosismo talmente tangibile che si taglia con un grissino. Berta salva su una ripartenza pericolosa, praticamente un intervento dal valore di un gol, Demis si mangia un gol clamoroso su un’invenzione di uno stremato Scholes, poi l’occasione per gli avversari: un momento che dura pochi secondi, ma che ha fermato il cuore di molti tifosi.

La palla esce, i cuori ripartono, talmente veloci da poter battere Usain Bolt in una gara sui 100 metri. Poi l’arbitro mette il fischietto alla bocca, tre suoni che non furono mai così dolci, così vivi, così leggendari. Il San Florian è in semifinale! Un’impresa titanica, festeggiamenti che si protraggono per tutta la serata, birra che scorre a fiumi e che non fa bene al fisico. C’è ancora molto da fare, ma in questa serata non conta. La squadra ha raggiunto il primo campo base, ce ne sono altri due, una semifinale da combattere con le unghie e con i denti contro una formazione spietata, fortissima e piena di motivazioni come il G.V. Conte. Solo questo doppio scontro deciderà se il San Florian potrà veramente agognare alla vetta dell’Everest, o se invece dovrà scivolare nuovamente e ripartire da zero. Ma in questa serata non importa. La leggenda è stata scritta: il San Florian è per la prima volta in semifinale. Sarà stato questo che ha reso la mia mattinata così diversa, o forse il pensiero di quello che mi aspetta. Altri centoquaranta minuti di scalata, senza corda, senza rampini, senza ossigeno, in quello che gli addetti ai lavori definiscono come la vera finale, in quello che in realtà sarà un piccolo passo per il calciatore, ma un grande balzo per una delle due formazioni. La scalata più ripida è cominciata, e allora avanti tutta, due campi base separano il San Florian dallo strappo decisivo. La leggenda continua…!”