Quattro anni fa il trionfo in Coppa Cers dell’Hockey Bassano che scrisse la storia!

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Quattro anni fa, era il 13 maggio del 2012, dopo averla sfiorata tre volte dal 1985 incassando altrettante sconfitte in finale, l’Hockey Bassano vinceva la Coppa Cers. Una cavalcata trionfale, non facile, iniziata lontano dai riflettori ma conclusa con il grande successo in casa, in un palazzetto gremito ad osannare Cunegatti e compagni. Una stagione incredibile che in Europa vide il Bassano, passo dopo passo, arrivare alla finale. Comode le vittorie contro i tedeschi del Remscheid e del Walsum, tutt’altro che agevoli invece dai quarti di finale in poi le sfide successive. Contro gli spagnoli dell’Igualada vittoria 2-1 all’andata e 3-2 al ritorno, in semifinale il 3-2 vincente al golden goal contro il Vilanova prima del grande trionfo, esattamente quattro anni fa, contro i portoghesi del Braga ai rigori. Una stagione incredibile con un progetto iniziato però ben prima dell’inizio del campionato. Per rivivere quella straordinaria cavalcata vincente abbiamo contattato Roberto Baggio, storico dirigente della formazione giallorossa che visse da vicino, assieme a giocatori e tecnico, quell’esaltante periodo:

“Direi che il progetto partì nella stagione 2010/2011, dopo anni di squadre formate per lottare con l’obiettivo di mettere le mani su traguardi ambiziosi; in quella stagione si decise di cambiare più per necessità che per volontà; stava per finire un ciclo societario e da li ci fu l’ esigenza di partire con un progetto futuribile. Rientravano  nel progetto  2010/2011 Massimo Cunegatti e Giovanni Zen; decidemmo di prendere un ex Taylor molto legato a Bassano, Miguel Nicolas proveniente dall’ Andes Tallares (club argentino) giocatore molto apprezzato da Giudice, e Federico Ambrosio proveniente da Molfetta nonchè mio pallino personale, lo confesso, che dimostro’ da subito il suo valore”. 

Costruzione e ricostruzione quindi, poi nel 2011/2012 l’approdo di gran carriera in Europa:

“Si, passando al 2011/2012 si aggiunge Michele Panizza; inizialmente però l’obiettivo non era affatto la conquista della Coppa. Troppo grande; il tutto fu un percorso difficile e tortuoso che passo dopo passo però ci permise di creare le basi per poterci arrivare. Iniziammo a pensarci seriamente dopo aver eliminato l’ Igualada, una squadra nettamente superiore alla nostra”.

grazieragazzi

In quel momento cambiò qualcosa. Un ulteriore aspetto importante?

“Beh, ovvio, il passo determinante per la vittoria, fu aggiudicarsi la Final Four in casa. Chiamai il segretario della lega Cesare Ariatti per aver notizie e mi informò che sicuramente i giochi erano chiusi; mi disse che oramai la finale era stata affidata ai catalani del Villanova. Non mi arresi, provai a chiamare il Presidente Cerh Carlos Graca ma anche da lui ricevetti le stesse notizie; mancava ancora la completezza dei documenti da parte del Villanova ma la cosa era praticamente fatta. In pochi attimi decisi di chiamare Maurizio Scuccato e lo informai di ciò che stava accadendo. Non esitammo un secondo, dopo poche parole capii che quell’incompletezza dei documenti poteva darci qualche speranza e riuscimmo a presentare la documentazione per ospitarla a Bassano, con offerta per l’aggiudicazione e tutti i dettagli; pochi giorni dopo, come un arcobaleno dopo la pioggia per noi, e come un fulmine a ciel sereno per gli altri, arrivò la conferma: il 12/13 Maggio a Bassano Del Grappa si sarebbe svolta la Final Four di Coppa Cers. Da lì è storia, la storia di un gruppo fantastico che ancora oggi viene ricordato; partimmo senza ambizioni ma con la consapevolezza che il lavoro, la dedizione, l’ impegno costante e il gruppo porta al raggiungimento di traguardi inizialmente e apparentemente fuori portata”.

Come fu vivere tutto dal campo?

“Fu straordinario. Giocammo la semifinale con il Villanova, il club aveva il dente avvelenato per aver perso l’organizzazione della  final four in casa; fu una partita tiratissima vinta dal Bassano al golden goal, un tiro rasoterra di Nicolas. Venne, come si suol dire, giù il palazzetto e poi in finale con il Braga di Helder Nunes vincemmo ai rigori”.

Sono passati quattro anni; guardando all’hockey di oggi, se potessi rubare qualcosa a quella squadra per portarla nella compagine che, a breve, ripartirà a Bassano per il prossimo campionato, cosa sceglieresti? 

“Cosa ruberei di quella squadra per portarla nuovamente in città? L’ attaccamento alla maglia dell’ Hockey Bassano. Hanno dato tutto, anzi di più di quello che avrebbero umanamente potuto dare. Ma il risultato ottenuto, alla fine, ha ripagato l’intera città con una soddisfazione incredibile che mi auguro, davvero, a Bassano possa tornare presto”.