La “Partita Perfetta”? La giocano gli amatori!

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IL PUNTO SUI PLAYOFF DEL CAMPIONATO ELITE AICS

E’ arrivato alle battute finali, il Campionato Elite Aics. Per gli “amatori” è tempo di semifinali e tre le 4 contendenti chiamate a giocarsi la conquista del titolo, ben 3 arrivano dal bassanese. Nella prima semifinale (venerdì 20 alle 21,15) se la vedranno l’Asd Travettore e Gambugliano, mentra la seconda sfida di disputerà lunedì 23, alle 20,45 (campo comunale di Cusinati), tra il San Florian di Marostica, che ha superato di misura il Football Bassano MMIII e gli altri bassanesi del G.V.Conte, autori della vera impresa dei quarti di finale dove hanno sconfitto con un secco 4-0 i Campioni Veneti del Vigardolo.

Spiegarvi com’è andata questa partita e quello che sottende a questo risultato dei bassanesi sarebbe un compito troppo arduo. Specie dopo che è stato raccontato in modo sublime nel blog del G.V.Conte (https://gvcontefc.wordpress.com) da Claudio Zannoni, al secolo ZannaBianca. E allora abbiamo scelto di affidarci direttamente alle sue parole. Prendetevi due minuti e leggetelo. Ne vale la pena. Parola di Bassano Sport

Cos’è la partita perfetta? L’antologia sportiva riporta migliaia di volte questo termine per indicare quelle serate epiche che, nascendo presso il confine dei sogni, riescono ad oltrepassarli sconfinando nella definitiva leggenda. Nascono cosi gli eroi sportivi, ovunque accoppiati ad aneddoti impossibili e a dettagli talmente irripetibili da rendere “perfect” ciò che nasce mediocre. Nascono magari nella frase di un narratore che con il suo “uomo solo al comando la sua maglia è bianco-celeste” (Mario Ferretti) trasformò Coppi nella più grande favola sportiva che il nostro paese abbia avuto.

La partita perfetta, per essere tale, deve rispondere ad alcuni connotati precisi primo fra tutti l’imprevedibilità. Non si può programmare, nessuno la può organizzare. Nasce da sola, nella testa di ognuno. Nasce nelle difficoltà di un calendario nemico chi ti impone di giocare contro l’avversario più temuto del torneo e nel terreno di gioco più insidioso che ci sia. E lentamente, mentre il lunedì diventa martedì, accanto a quei messaggi wattapp che ti comunicano spietatamente l’assenza dei tuoi migliori giocatori, “the perfect game” pone il primo mattone. Tu non lo sai ma lei ha già deciso. E’ cosi, nessuno capirà mai perché, ma è cosi. Ed il martedì diventa mercoledì. L’attesa magicamente non vira mai in ansia ma in forza, in autostima. Il giovedì arriva bigio con nuove defezioni ma il mulo ormai ha perso le orecchie ed assomiglia più ad un puledro. Nessuno lo nota ma le zampe non sono più tozze ma lunghe e snelle. Arriva il sabato; Monteviale, luogo che ci vide protagonisti in un ottima gara contro il Botafogo dello scorso anno. Ad attenderci questa volta un gagliardo Vigardolo fresco vincitore del titolo di Campione regionale del Veneto. Calmonte che si rivolge a Edo solo per chiedergli il salva pelle, si riscalda con lui come fossero testimoni di nozze. La fase di riscaldamento scivola via come fosse la partita di addio al celibato a Ciano Bisinella (Mercante 2000). “Tutti dentro, c’è l’appello!” Conosco i miei pollastri da anni e mentre li guardo rispondere alla chiamata dell’arbitro, vedo calare sulle loro teste la partita perfetta. Ogni dubbio della vigilia mi si scioglie nella mente e vado a prendermi un cornetto algida. Di partite cosi, se ne vedono una o due all’anno. La squadra si muove come fosse animata da un burattinaio che ne regola il battito del cuore. Un’unica pulsazione nella quale Celi porta il sangue ovunque. Lasciatemi spendere due parole per questo magico ragazzo del ’70 che incarna il dare tutto come pochi altri. Generosità sportiva contagiosa verso chiunque gli stia accanto. Chiunque, compreso un certo Stefan Schwoch, che lascia il campo infortunato ma felice di aver condiviso con noi una delle più belle partite di calcio disputate dal GV Conte negli ultimi 10 anni. In cuor mio confesso di aprire la ruota di pavone ogni qual volta la squadra esibisce certe prestazioni ma credo di poter affermare che questa volta, sul vassoio dei dolci abbiamo servito qualcosa di nuovo. Una certa sobrietà che, qualora fosse stata in discussione in passato, si è rivelata l’ingrediente principale della nostra PARTITA PERFETTA.