Ivan Ramiro Cordoba a Bassano: “Devo i miei successi alla mia grande famiglia

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“Qual è stato il segreto di una carriera così grande, ma allo stesso tempo affrontata con questa umiltà?” Guarda suo papà e risponde: “loro”.

Questo dà l’idea dello spessore umano di Ivan Ramiro Cordoba, indimenticato eroe interista ed ospite alla libreria Palazzo Roberti di Bassano del Grappa, accompagnato dal padre e dal fratello. E’ giunto in terra bassanese per presentare la sua biografia, “combattere da uomo”, dove illustra, al di là dei trionfi in maglia nerazzurra, il lato umano che ha accompagnato la sua vita da Rionegro (dove viveva in Colombia) fino all’oggi, che lo vede impegnato in iniziative umanitarie e non più sul fronte calcistico.

La conferenza si  è incanalata subito su temi caldi come calciopoli, dove preferisce tagliare corto e guardare avanti. Si passa dunque a parlare delle sue origini e del suo approdo in Italia nel 2000. “Facevo la raccolta delle figurine Panini, nella pagina degli stadi me ne mancava soltanto una, quella del Giuseppe Meazza. Proprio in quel periodo il San Lorenzo mi comunicò che mi voleva l’Inter, associai questa possibilità proprio allo stadio che tanto desideravo vedere, ci misi un secondo a dire sì”. Prosegue: “Oltre all’emozione di entrarci per la prima volta, che non riesco nemmeno a descrivere, c’era un aspetto che è andato ingrandendosi negli anni. L’Inter non vinceva da molto tempo e come sapete tirava un’aria strana nel calcio italiano; lo stadio nonostante questo era sempre pieno e così pensavo: se i tifosi sono così nei momenti difficili, come diventa Milano se alziamo un trofeo? Questa è stata la motivazione che mi ha spinto ad indossare la stessa maglia per dodici anni, poi mi sono abituato anche a vincere oltretutto” (ride).

Calcisticamente parlando, questo estratto dell’intervista ai nostri microfoni, riassume bene il personaggio in questione. Ad oggi Ivan non fa più parte dell’F.C Internazionale; le strade con la società si sono divise per mancanza di progetti comuni. Il roccioso difensore colombiano però ha ugualmente numerosi impegni, in primis quello della sua fondazione “Colombia te quiere ver”, che aiuta molti bambini in difficoltà del paese sudamericano in collaborazione con l’Italia. Un’altra cosa che preme ad Ivan è la crescita dei giovani: “Ho molto a cuore il processo di crescita dei ragazzi/e, ci tengo davvero tanto che diventino grandi con principi sani e semplicità, penso che se ci considerassimo tutti sullo stesso piano vivremmo in un mondo migliore, è per questo che ho accettato di scrivere il libro e di girare in tutta Italia a parlare, perché voglio diffondere un messaggio positivo che possa essere d’aiuto ai giovani o comunque a chi può farne tesoro. Il mio compito ora è questo”.

La sala neanche a dirlo è gremita di tifosi nerazzurri, giunti in libreria anzitempo per guadagnare un posto e ascoltare Ivan Ramiro Cordoba nell’incontro moderato dal giornalista Vincenzo Pittureri. Giunge voce però che più di qualcuno fosse di diversa fede calcistica, segno che questo calciatore va oltre i colori. Chiudiamo con un insegnamento che questo incontro ci ha lasciato: non è importante per chi lavori, con chi passi il tempo, cosa fai o dove vai. L’importante è il come, il modo. Un atteggiamento rispettoso, semplice ed umile, ma allo stesso tempo tenace e volenteroso vi porterà ovunque vogliate, senza dimenticare di aiutare chi sta peggio. In tutto questo non ci sono fedi o colori che tengano, c’è soltanto l’essere umani.

Elia Lazzarotto