Bufera Malinov. Parla il Presidente del Bruel Volley Bassano

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DOPO LA SCOSSA SI ATTENDE LA RISALITA
(Comunicato ufficiale Bruel Volley Bassano) – Quattro giorni fa la comunicazione ufficiale dell’esordio di Atanas Malinov, quattro giorni dopo l’ultima partita in panchina del tecnico bulgaro e del suo staff, ovvero dalla gara che l’Under 16 Brunopremi.com ha giocato e vinto al 5° set al PalaLungobrenta, si apre una nuova era in casa Bruel Volley Bassano, l’era che molti definiranno del “dopo Malinov” e che noi preferiamo semplicemente definire l’era di Mario Martinez, il tecnico argentino chiamato a sostituire sulla panchina giallorossa Atanas Malinov e Kamelia Arsenov da quattro anni e mezzo alla guida delle squadre Brunopremi.com. Nel primo che precede l’insediamento e l’esordio in panchina del tecnico argentino, prende la parola il Presidente Antonio Passuello che tiene a fare chiarezza su quanto accaduto e che soprattutto intende archiviare il passato inaugurando un nuovo corso  per il sodalizio da lui presieduto.
Cerco di chiarire in breve quanto accaduto nei convulsi giorni che hanno preceduto l’esonero di Atanas Malinov e del suo staff” spiega il massimo dirigente del Bruel Volley “esprimendo il punto di vista della società che evidentemente conosce meglio di chiunque altro abbia parlato o scritto in questi giorni la reale situazione interna del Bruel Volley Bassano. L’allontanamento a campionati in corso dei Malinov matura in un contesto che pochi da fuori possono capire ed è il frutto di una serie di situazioni che certamente a un certo punto ci sono sfuggite di mano rendendo difficilmente gestibile la situazione. Certamente c’è un mea culpa da parte nostra, ma le vicende vanno spiegate nella loro totalità per cui è necessario, soprattutto dopo quanto è stato detto e scritto, fare chiarezza sulla vicenda. L’esonero di Atanas Malinov e Kamelia Arsenov è maturato dopo una lunga serie di divergenze e dissidi d’ opinione tra loro e la dirigenza, dissidi che a un certo punto sono diventati insanabili. A questo punto, una volta maturata la decisione dell’esonero e proprio perché abbiamo con i Malinov un rapporto umano che va al di là del rapporto lavorativo-sportivo, abbiamo pensato di comunicare che sarebbero stati esonerati a partire dal 31 dicembre di quest’anno perché volevamo dare loro la possibilità di organizzarsi per tempo con la casa, con la scuola, con le bambine e con tutti i problemi che ne conseguono. Non è mai simpatico né piacevole esonerare qualcuno, tanto più se questo e qualcuno è un’intera famiglia e se con questo qualcuno si è instaurato un rapporto così stretto, per cui anche se una società ha il sacrosanto diritto di poterlo fare,nel farlo abbiamo cercato di creare il minor numero di disagi possibili alla famiglia Malinov. Da qui in avanti però la situazione è precipitata perché la loro reazione negativa, al di là della comprensibile delusione, ha generato una serie di problemi che hanno reso impossibile continuare la convivenza fino alla data stabilita. In mezzo c’è stato l’errore di parlare anzitempo alla stampa, il che certamente non ha aiutato, in mezzo c’è stata la reazione delle ragazze comprensibilmente legate ai loro allenatori e in mezzo c’è stato anche un tentativo di ricucire lo strappo per tentare di andare a concludere la stagione al 30 giugno, ma non è stato possibile perché ormai la situazione era definitivamente precipitata e quindi siamo arrivati all’esonero ufficiale”. 
 
Ora, a questo proposito, prima di parlare del futuro, vorrei chiarire un’ultima cosa sul passato. Chi ha lavorato o si è approcciato per qualche motivo al mondo del Bruel Volley Bassano sa bene che i coniugi Malinov sono delle personalità molto forti e tutti costoro sanno bene quanto questa forte personalità sia determinante per gli straordinari risultati che hanno saputo raggiungere in questi anni. D’altra parte costoro dovrebbero sapere bene che questa stessa forte personalità finisce però talvolta per creare problemi e dissidi che rendono la gestione della società e la convivenza dentro e fuori dalla palestra estremamente complicata. Molte volte in questi anni si sono avute situazioni di grave crisi e molte altre volte si è sfiorato l’esonero, quindi i problemi ci sono stati anche con dirigenti e genitori che ora non ci sono più, non solo con quelli del presente: in tutte queste situazioni sono spesso intervenuto personalmente per tentare una mediazione che fortunatamente è sempre andata a buon fine. Proprio per questo fa strano vedere che alcune di quelle stesse persone che in passato ci hanno crocifisso per aver difeso e salvato i Malinov, oggi sono pronte a sparare a zero su di noi per aver preso la decisione, più volte richiesta da molti, di allontanarli. Questo comunque sia è il passato e io oggi voglio guardare soprattutto al futuro: con l’esonero di Malinov abbiamo voluto dare una svolta netta, pur all’insegna della continuità. Non è una contraddizione in termini, mi spiego meglio. La svolta va interpretata come il desiderio da parte nostra di chiudere definitivamente con il tempo delle discussioni, delle risse verbali, della difficoltà di rapportarsi col mondo che ci circonda: sentivamo l’esigenza di dare un’immagine diversa del Bruel Volley, mentre i Malinov, al di là delle indiscutibili doti come tecnici, avevano obiettivamente qualche difficoltà a rapportarsi con l’ambiente circostante e questo ha generato spesso problematiche, confusione e un’immagine che non ci appartiene. Come azienda Bruel Spa vogliamo che la squadra che ci rappresenta si faccia veicolo di emozioni positive perché questa è la nostra filosofia aziendale. Abbiamo vinto tanto, cosa per cui saremo sempre riconoscenti ai Malinov che di queste vittorie sono stati i condottieri. Sappiamo anche di aver sbagliato talvolta noi come società, ne siamo consapevoli, ma adesso vogliamo dare una svolta. Dopo quattro anni era venuto il momento di dare un segnale di cambiamento, che però, ed ecco la continuità con il passato, non sposta di un millimetro la nostra ambizione che è quella di confermarci come una società che fa pallavolo giovanile femminile di alto livello. In questo senso abbiamo trovato in Mario Martinez una persona che incarna questo nuovo spirito e che al tempo stesso è dotato di capacità da grande professionista che verranno messe a disposizione di una società che vuole restare ad alto livello. Certo a questo proposito deve essere chiara una cosa a tutti coloro che si approcciano a una società che si pone questi obiettivi: non si può prendere solo ciò che fa comodo di un progetto di questo tipo e se si decide di far parte di un gruppo con queste ambizioni si deve essere consapevoli che la scelta comporta sacrifici in termini di tempo, in termini di tante ore in palestra e che va presa in considerazione la possibilità di un esonero dell’allenatore, così come quella di un’esclusione da una partita o quella di una lunga serie di “panchine”. Se si vuole fare pallavolo giovanile di alto livello questo è il prezzo che si deve essere disposti pagare e sarebbe troppo comodo volere una società vincente a livello nazionale, che però si limiti a fare scelte buoniste per accontentare tutti. E’ inutile nascondere che l’ambiente è molto competitivo e agonistico. Ma nonostante ciò, e noi teniamo moltissimo a questo aspetto, ci devono essere il rispetto della gerarchia, dei compagni e degli avversari. Cosa che spesso in questi anni non c’è stata”.
Per finire tengo a precisare alcune cose riferendomi con ciò ad alcune cose emerse in alcuni articoli stampa locale. Come società non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema con l’amministrazione locale, sia con quella attualmente in carica sia con quella precedente: i rapporti con i due assessori dello Sport, Fabris e Mazzocchin, e le rispettive amministrazioni sono sempre stati ottimi e abbiamo deciso di allontanarci dal PalaBruel in silenzio e senza far polemiche solo ed esclusivamente per dissidi ormai insanabili avuti con l’attuale gestore del palazzetto. Infine va precisato che nei giorni dell’esonero non abbiamo affatto chiamato al silenzio mister Malinov nel momento in cui è stato avvicinato dai media: l’abbiamo lasciato libero di fare le dichiarazioni che sentiva di fare, perciò la sua scelta di rimandare ogni dichiarazione alla società è stata semmai la conferma della sua correttezza e della bontà dei rapporti, sotto il profilo umano, che è sempre esistita e che permane ancora, al di là dell’esonero, tra noi e loro”.